domenica, gennaio 24, 2016

CinePrudence: Bianca come il latte, rossa come il sangue


Italia 2013 | Genere: Drammatico | durata 102'
Regia di Giacomo Campiotti
Con Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino, Gaia Weiss, Romolo Guerrieri, Luca Argentero, Gabriele Maggio, Roberto Salussoglia
Come tutti i sedicenni, alla scuola Leo (Filippo Scicchitano) preferisce la compagnia degli amici, le uscite in motorino e la musica. Nessuno dei professori sembra essere in grado di destare il suo interesse fino all'arrivo nella sua classe di un giovane supplente di storia e filosofia (Luca Argentero) che, con i suoi metodi moderni, lo aiuta a vedere il mondo con occhi diversi. Innamorato di Beatrice, eterea ragazza dei suoi sogni, Leo divide il mondo per colori. Beatrice è il rosso dell'amore ma è costretto a confrontarsi con le proprie convinzioni e paure quando scopre che la ragazza è affetta da leucemia, malattia che lui ricollega al bianco, simbolo di vuoto e perdita.

Garbata pellicola che riesce a far divertire e a commuovere al tempo stesso. La vicenda vede come protagonista Leo, sedicenne per cui la realtà si può classificare come bianca o rossa. Il bianco è negativo, in quanto simbolo dell'assenza di colore e dunque delle emozioni, il rosso all'opposto è la positività in quanto amore, passione e vita. Leo si divide tra due ragazze, la sua migliore amica, Silvia, segretamente innamorata di lui, e Beatrice, la ragazza più bella della scuola, che inizialmente non si accorge neanche di lui. Il rosso è proprio il colore dei suoi capelli.
Tanto spavaldo con gli amici, Leo di fronte all'oggetto della sua passione si rivela goffo ed impacciato, ma proprio alla sua allegria e spontaneità riesce a attirare l'attenzione della ragazza.
A complicare il quadro d'insieme c'è poi l'arrivo in classe di un giovane professore di italiano, che stupisce per i metodi fuori dalle righe grazie ai quali raccoglie l'attenzione degli studenti, dopo essersi scontrato con la loro non curanza.
Leo inizialmente, nel suo atteggiarsi a ribelle ad ogni costo verso l'istituzione scolastica, rifiuta questa presenza e cerca lo scontro, ma la sfiducia di partenza si trasforma in un rapporto importante e in una presenza educativa al di là dei rispettivi ruoli.
Arriva la malattia di Beatrice, una di quelle patologie maledette che non danno speranza, di fronte alla quale Leo non fuggirà e che anzi affronterà per regalare qualche momento di gioia alla ragazza dei suoi sogni, e sarà proprio l'insegnante a diventare la sua spalla e suo confidente.
Qui è la parte migliore del film, la delicatezza con cui il regista (Giacomo Campiotti) affronta un tema così difficile, in cui il rischio di cadere nel patetico è sempre dietro l'angolo, rischio che viene invece evitato. Leo si scontrerà con i suoi genitori perché vuole diventare donatore di midollo, e la questione diventa motivo di scontro si ma anche di riflessione, di crescita, per tutti i protagonisti.
Non vi svelo di più della trama, ma basta dire che diverte la freschezza con cui Leo pone tutto in secondo piano per dedicarsi alla sua “missione”.
Non c'è pietismo né lieto fine a tutti i costi ma solo la gran gioia di vivere che Beatrice riesce comunque e nonostante tutto a trasmettere a chi le sta vicino.
Il personaggio di Leo cresce, nonostante alcune impuntate molto infantili, la vita lo costringe a crescere, e con lui crescono tutti quelli che lo circondano. Un personaggio interessante per essere un adolescente, così come il personaggio di Silvia, che resta quasi sempre dietro le quinti, ma che in realtà è una protagonista, come Beatrice, e infatti una delle scene più belle della pellicola è la conversazione tra le due ragazze, che parlano di Leo, del Leo che ognuna di loro conosce, così diverso ma così uguale.
I personaggi sono a tratti crudeli gli uni con gli altri, ma è grazie a questi scontri che i personaggi crescono. L'amore è importante in questa storia, ma non nella solita concezione di amore adolescenziale, è una forma di amore diversa, perché i sentimenti degli adolescenti sono forti ma passeggeri, mentre l'amore per la vita, e il desiderio di viverla e migliorarla dovrebbe appartenere a tutti, e come ci racconta questa storia, qualche volta abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a ricordarlo.

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4/ 5
Oleh