lunedì, settembre 25, 2017

#Recensione: NICOLA RUBINO E' ENTRATO IN FABBRICA - Francesco Dezio

NICOLA RUBINO E' ENTRATO IN FABBRICA
Francesco dezio
Editore:  TerraRossa Edizioni 
Prezzo: 13,00 €
2017 | 174 pp.

SinossiNicola Rubino ha trent’anni quando intraprende la Via Crucis che lo trasformerà da stagista in operaio a tempo determinato di una grande azienda, da ribelle idealista in ingranaggio del sistema. Un romanzo che non si limita a denunciare un ambiente lavorativo opprimente e spersonalizzante, ma fa i conti con le aspirazioni frustrate di coloro che lo popolano e con la gamma completa dei loro sentimenti. Una storia in presa diretta che, tra narrazione e testimonianza, non rinuncia all’invettiva e all’espressività di una lingua che trova un inedito equilibrio tra letterarietà e gergo.


Il romanzo lascia poco spazio alla fantasia del lettore, poiché descrive la nuda e cruda realtà della fabbrica. La fabbrica è l’ambiente dove si svolge il romanzo e tutte le vicende narrate dall’autore, salvo qualche piccola descrizione esterna. Ciò che rende vivo e realistico il romanzo è la percepibile realtà di come sono descritti i personaggi e anche le piccole comparse presenti nella storia. L’uso di un registro linguistico molto basso e colloquiale rende ancor più realistica l’esperienza che vive il protagonista del romanzo, e avvicina ancor più il lettore a questo mondo. Protagonista del romanzo è Nicola Rubino, un uomo alla disperata ricerca di un lavoro, e che narra la sua vicenda all’interno del romanzo, alterando il racconto della realtà, vista attraverso i suoi occhi e i suoi personali commenti e paure, che si insinuano nella sua mente.
L’elemento cardine del libro è l’aspetto psicologico del protagonista, che si alterna alle descrizioni delle situazioni narrate nel romanzo. L’autore ha saputo alternare in maniera molto magistrale i due elementi Ciò che emerge in maniera cruda, e palesemente reale, e la triste realtà del mondo del lavoro in fabbrica dove si è costretti a lavorare con ore e turni pesanti, e si deve sottostare alle direttive di chi ti comanda. L’abilità dell’autore sta nel descrivere gli avvenimenti in maniera diretta, senza romanzare troppo, è poi il lettore a dover interpretare e capire dove andrà a parare o cosa ha voluto raccontare con una determinata scena.

 Se siete dei lettori curiosi, o verreste trascorrere un’uggiosa domenica pomeriggio di lettura, vi consiglio di acquistare questo romanzo, si legge tutto d’un fiato… e ti fa riflettere su una realtà che molto spesso diamo per scontata, o che ignoriamo totalmente. 

domenica, settembre 17, 2017

#Recensione: JENNY LA SECCA - Claudia Lamma

JENNY LA SECCA
Claudia Lamma
Editore:  TerraRossa Edizioni 
Prezzo: 15,00 €
2017 | 308 pp.
Sinossi: Trip torna dai suoi amici e si ritrova legato a una sedia, con un occhio nero e una gamba rotta. Ciascuno dei ragazzi di un tempo è dovuto scendere a compromessi, con gli altri e con se stesso, per trovare la propria strada: adesso sono tutti invischiati in un progetto criminoso più grande di loro. Intanto di Jenny sembrano essersi perse le tracce, ma non c’è da fidarsi: la Secca ormai è una donna che non mostra traccia della fragilità e della solitudine di un tempo. Ma si può esser certi di conoscere davvero coloro a cui siamo legati dalle stimmate e dalle estasi della giovinezza? Con una capacità inconsueta di intrecciare le vicende dei suoi personaggi, di mostrarceli mentre dialogano tra di loro e vivono le proprie esistenze, con uno stile magmatico e privo di manierismi, Claudia Lamma crea un romanzo corale che racconta le storie di un gruppo di ragazzi ormai diventati uomini attraverso un percorso che non fa sconti e non rispetta le regole: quello di ogni vita.

Quando il passato non lascia spazio al presente, diventandone parte integrante, la vita delle persone resta indissolubilmente legata, nel bene, e soprattutto nel male, perché sembra appunto che solo il negativo di quello che siamo stati, continua a restare al nostro fianco nel presente.
I personaggi del romanzo non hanno un trascorso semplice alle spalle, perché ad un certo punto, quello che sembra uno spaccato quotidiano della vita adolescenziale, diventa una serie di sfortunati e complessi eventi, che continuano a mischiare le carte, come se i personaggi della storia narrata siano pedine in mano alla sorte, spesso poco benevola nei loro confronti.
E così i forti diventano deboli, e i deboli diventano forti, o ancora più deboli. Tutto sempre in una accezione negativa, perché l'evoluzione dei protagonisti non porta mai alla realizzazione piena e soddisfacente delle loro vite e dei loro tanti sogni, svaniti non si sa perché tra le pagine della loro crescita. L'alternarsi tra il passato e il presente cerca di spiegare al lettore perché Trip finisca nei guai pur essendo l'unico outsider della vicenda, come Gul diventi il 'capo' e gli altri suoi 'scagnozzi', come Jenny la Secca passi da fragile orfana di madre, a tassello principale del complicatissimo puzzle narrato. I personaggi secondari (rispetto a chi? alla figura assente ma pur presente di Jenny?) sono indispensabili per capire quando tutto è cambiato, e cosa ne è seguito.
Perché il punto principale della narrazione è proprio questo. Quando un gruppo di amici ha smesso di essere semplicemente questo, ed è diventato una complicatissima organizzazione basata sui ricatti, le truffe, i sotterfugi e le bugie?
Il personaggio di Jenny con la sua assenza assordante si afferma come protagonista assoluto, e la sua spasmodica ricerca è il tormentone ricorrente di tutte le 308 pagine che compongono la narrazione. Lei è il motivo di tutte le bugie, i segreti, i misfatti, pur non essendone direttamente l'artefice o la causa scatenante, ma avviene tutto come se fosse un suo riflesso proiettato sulla vita dei suoi (ex?) amici, troppo presi dal tentare di salvarsi da questa vita da prendere a morsi, per accorgersi che molte delle disgrazie che li perseguitano sarebbero state evitabili se non avessero permesso a questo riflesso di abbagliarli.

sabato, agosto 19, 2017

Gli 8 libri che ti renderanno più intelligente.

L'estate si sa, è il periodo in cui ci dedichiamo a un numero maggiore di letture, più o meno impegnate, più o meno interessanti, ma sicuramente quelle che catturano di più la nostra attenzione. O almeno dovrebbe essere così... Ecco perché vogliamo consigliarvi una carrellata di libri molto particolari, che stimoleranno la vostra intelligenza... e la vostra curiosità!

La conoscenza necessaria
Come ricostruire la nostra civiltà da zero in caso di catastrofe
di Lewis Dartnell
Lewis Dartnell, astrobiologo e studioso di scienze planetarie, ci fornisce infatti tutte le informazioni necessarie su come procurarci il cibo, costruirci una casa, guarire da ferite e malattie, produrre fibre tessili per poi trasformarle in indumenti, e altre attività ugualmente importanti. Il suo vero scopo, però, è mostrare la centralità della più grande invenzione umana, quella che rende possibili e feconde tutte le altre: il metodo scientifico, fenomenale macchina generatrice di conoscenza. È questo che deve essere tramandato ai superstiti, per evitare la condanna a un'incerta e lunghissima ripetizione «alla cieca» della storia passata.Ecco allora che spazi urbani riconquistati dalle foreste, in cui i grattacieli diventano torri vegetali, o devastati da esplosioni, crolli e incendi indomabili, potrebbero aprirsi alla rinascita di una civiltà che offrirà un panorama fantascientifico di carcasse di auto trainate come calessi da cavalli o buoi, e oceani solcati da navi a vela dotate di bussole e sestanti…Nel frattempo, in attesa dell'apocalisse prossima ventura, la riflessione su ciò che è indispensabile sapere per garantirci la sopravvivenza ci apre gli occhi sulla ricchezza storica e la complessità tecnologica sottese alla nostra solo apparentemente «semplice» vita quotidiana.

L'arte delle lettere. 
125 corrispondenze indimenticabili
a cura di Shaun Usher
L'arte delle lettere" è una raccolta di oltre cento tra le più divertenti, stimolanti e sorprendenti lettere mai scritte. La corrispondenza epistolare torna protagonista in questo volume come una delle forme espressive più coinvolgenti, intense e veritiere che abbiamo a disposizione. Le lettere rivelano le motivazioni e approfondiscono la conoscenza. Sono probatorie. Cambiano le vite e cambiano la Storia. Sono motore delle interazioni umane e fucina di idee. Sono il silenzioso passaggio segreto delle cose di valore e di quelle accidentali: l'ora a cui saremmo arrivati per cena, il racconto della nostra meravigliosa giornata, le gioie più importanti e i più terribili dispiaceri d'amore. Dalla struggente lettera di suicidio di Virginia Woolf, alla ricetta per gli scones della regina Elisabetta II inviata al presidente Eisenhower; dalla prima volta in cui troviamo in uso l'espressione OMG in una lettera a Winston Churchill, all'appello alla calma di Gandhi a Hitler; dalla splendida lettera di consigli di Iggy Pop a una fan in difficoltà, alla pregevole lettera di richiesta d'impiego di Leonardo da Vinci, L'arte delle lettere è una celebrazione del potere della corrispondenza per iscritto che cattura tutto lo humour, la serietà, la tristezza e lo splendore delle nostre vite.

Sapiens.
Da animali a dèi. Breve storia dell'umanità
di Yuval Noah Harari
Centomila anni fa almeno sei specie di umani abitavano la Terra. Erano animali insignificanti, il cui impatto sul pianeta non era superiore a quello di gorilla, lucciole o meduse. Oggi sulla Terra ce una sola specie di umani. Noi. L'Homo sapiens. E siamo i signori del pianeta. Il segreto del nostro successo è l'immaginazione. Siamo gli unici animali che possono parlare di cose che esistono solo nella nostra immaginazione: come divinità, nazioni, leggi e soldi. Non riuscirete mai a convincere uno scimpanzé a darvi una banana promettendogli che nel paradiso delle scimmie, dopo la morte, avrà tutte le banane che vorrà. Solo l'Homo sapiens crede a queste storie. Le nostre fantasie collettive riguardo le nazioni, il denaro e la giustizia ci hanno consentito, unici tra tutti gli animali, di cooperare a miliardi. È per questo che dominiamo il mondo, mentre gli scimpanzé sono chiusi negli zoo e nei laboratori di ricerca. "Da animali a dèi" spiega come ci siamo associati per creare città, regni e imperi; come siamo arrivati a credere negli dèi, nelle nazioni e nei diritti umani; come abbiamo costruito la fiducia nei soldi, nei libri e nelle leggi; come ci siamo ritrovati schiavi della burocrazia, del consumismo e della ricerca della felicità.

Breverton's Phantasmagoria
A Compendium of Monsters, Myths and Legends
di Terry Breverton
Draghi, vampiri, streghe, gremlins, orchi, fate, e ogni mostro di cui siete a conoscenza; sono loro i protaginisti di questo curioso libro di Terry Breverton, già autore di un libro simile sulle creature che popolano i mari, o che si crede che lo facciano. Un originale compendio di creature magiche e mostruose, realizzato con accuratezza e minuzia di dettagli. Un viaggio tra miti e leggende noti e meno noti, dalle credenze sui vampiri al mostro di Loch Ness, dal Leviatano al Minotauro, tra bestie bibliche e miti greci. 
Scopri nuovi mostri come i serpenti giganti dell'America del Sud, o insegui le tracce dello Yeti e di Bigfoot. Un viaggio unico tra 250 creature immaginarie (?) tramandate di generazione in generazione. Non è molto semplice da reperire nel nostro paese (ma date uno sguardo sul sito Giunti, dove si trova facilmente), ed è solo in lingua originale. Disponibile in formato ebook sul sito Feltrinelli.

Le 10 mappe che spiegano il mondo eBook
di Tim Marshall
Per comprendere quel che accade nel mondo abbiamo sempre studiato la politica, l’economia, i trattati internazionali. Ma senza geografia, suggerisce Tim Marshall, non avremo mai il quadro complessivo degli eventi: ogni volta che i leader del mondo prendono decisioni operative, infatti, devono fare i conti con la presenza di mari e fiumi, di catene montuose e deserti. Perché il potere della Cina continua ad aumentare? Perché l’Europa non sarà mai veramente unita? Perché Putin sembra ossessionato dalla Crimea? Perché gli Stati Uniti erano destinati a diventare una superpotenza mondiale? Le risposte a queste domande, e a molte altre, risiedono nelle dieci fondamentali mappe scelte per questo libro, che descrivono il mondo dalla Russia all’America Latina, dal Medio Oriente all’Africa, dall’Europa alla Corea. Con uno stile chiaro e una prosa appassionante, Marshall racconta in che modo le caratteristiche geografiche di un paese hanno condizionato la sua forza e la sua debolezza nel corso della storia e, così facendo, prova a immaginare il futuro delle zone più calde del pianeta.

Atlas Obscura
Guida alle meraviglie nascoste del mondo
di Joshua Foer, Ella Morton, Dylan Thuras
Nato da un popolarissimo sito web, Atlas Obscura raccoglie oltre 600 luoghi tra i più bizzarri e misteriosi al mondo. Un compendio di prodigi naturali e architettonici in grado di ispirare al tempo stesso meraviglia e il desiderio irrefrenabile di viaggiare.Dal pozzo a gradini in India che ricorda un'opera di Escher alle grotte delle lucciole in Nuova Zelanda, dal gigantesco baobab in Sudafrica che ospita al suo interno un bar alla "festa del salto del neonato" in Spagna, Atlas Obscura ci delizia mostrandoci tutto quanto, al mondo, è inaspettato, misterioso, nascosto.E ancora, il grande organo a stalattiti in Virginia, il cratere in Turkmenistan - detto la "Porta dell'inferno" - che brucia da oltre 45 anni, le bare appese alle pareti rocciose di un promontorio nelle Filippine, o il "pronosticatore di tempeste" azionato da sanguisughe conservato nel Devon, in Inghilterra...Più Wunderkammer che guida tradizionale, Atlas Obscura è dedicato al viaggiatore da poltrona come all'amante delle avventure più estreme. Con descrizioni accurate e avvincenti, centinaia di fotografie, grafici e mappe di ogni regione del mondo, è un libro da aprire dove capita e leggere.Con un'unica avvertenza: una volta cominciato è impossibile smettere.

La Vita Segreta degli Alberi
Cosa mangiano, quando dormono e parlano, come si riproducono, perché si ammalano e come guariscono
di Peter Wohlleben
Gli alberi ci somigliano molto più di quanto pensiamo. Quello che per molti è solo un bosco, è in realtà una comunità molto ben organizzata e coesa.In questo libro scoprirete che gli alberi sentono il dolore, hanno ricordi, sentimenti, parlano tra di loro e si prendono cura dei propri figli.Peter Wohlleben, celebre guardia forestale, grazie alla sua esperienza e agli studi durati una vita intera ci introduce alla vita nascosta degli alberi, portandoci in un mondo che mai avreste immaginato: gli alberi sono esseri sociali.Nei boschi secolari gli alberi si aiutano e si sostengono a vicenda come una vera e propria comunità, sono molto uniti tra di loro, tanto da condividere in momenti estremi il cibo, soprattutto con i vicini più in difficoltà.Questo libro, bestseller in Germania con oltre 350.000 copie vendute e in tutto il mondo dove è pubblicato in 20 paesi, risponde a molto domande:-perché il bosco è verde;-come si misura l'età di un albero;-cosa mangia un albero;-quanto beve;-perché si ammala;-come si proteggee tante altre scoperte sorprendenti.Il guardaboschi Peter Wohlleben ci racconta e ci fa scoprire una realtà tutta nuova, facendoci vedere il bosco con occhi nuovi e con rinnovato stupore per la magnificenza e la complessità della natura.Scoprirete che nei boschi secolari gli alberi hanno una vita molto più lunga e socialmente attiva rispetto agli alberi dei boschi piantati dagli umani, in cui ogni albero ha una vita a sè stante e molto più breve.“Gli alberi parlano tra loro… per provarlo, e soprattutto spiegarlo con un linguaggio che potesse suscitare emozioni, Peter Wohlleben ha scritto questo libro che in Germania è in testa alle classifiche dei bestseller”.Corriere della Sera - Sette“Peter in questo libro ha la capacità di risvegliare nei lettori un’intensa curiosità quasi infantile su come funziona il mondo”.

Breve storia di (quasi) tutto
di Bill Bryson
La nostra vita, ci ricorda Bill Bryson, è il risultato di «una straordinaria dose di fortuna biologica», l’esito di una serie lunghissima di eventi, per molti versi assolutamente misteriosi. Questo libro prova a spiegare come un tale colpo di fortuna si sia potuto verificare. O meglio, prova a spiegare quel che gli scienziati hanno scoperto del modo in cui dal nulla è nato un universo; e in questo universo si sono formati galassie, stelle e pianeti; e su uno di questi pianeti, la Terra, sono sorte forme di vita prima molto semplici e poi più complesse, fino ad arrivare qui, a noi, esseri umani moderni, eretti e senzienti. Per raccontarci questa incredibile storia, Bryson ha dedicato tre anni a «leggere libri e riviste e a trovare esperti dotati di una pazienza da santi, disposti a rispondere a un sacco di domande straordinariamente ottuse». Il risultato è un viaggio alquanto movimentato, e decisamente divertente, alla scoperta di... be’, sì: di quasi tutto. Dalla cosmologia alla fisica, dalla geologia alla paleontologia, sono pochi i territori della scienza che Bryson non abbia visitato, incontrando lungo la strada geni del calibro di Darwin e Einstein, e decine di pazienti ricercatori, più o meno eccentrici e sconosciuti. Nel raccontare questo suo viaggio, Bryson ci prende per mano con il suo humour leggero nei passaggi più tecnici, ci lascia a bocca aperta di fronte alle grandi conquiste della scienza e riflette con noi sulle tante domande che ancora attendono una risposta. E ci mostra il mondo in cui viviamo come non lo avevamo mai visto prima.

mercoledì, agosto 16, 2017

On the road.


Quello di Prudence è come un viaggio, e noi siamo i viaggiatori, che si fermano in tutte le fermate del mondo per conoscere e raccontare ogni cosa che i nostri occhi curiosi captano.
Il viaggio continua, anche se a volte sembra che ci siamo fermati, e nuove mete stanno per essere percorse, mete che sembravano irraggiungibili, ma la sete di sapere è forte più di ogni cosa.
Amiamo questa vita 'on the road' sulla strada della conoscenza, e questo viaggio non si fermerà mai. Nuove avventure ci attendono, e siamo certi che le affronterete con noi. 
Non importa quanti chilometri reali o virtuali dovremo percorrere, non importa quanto peseranno i nostri zaini, saremo sempre pronti a confonderci tra nuovi popoli per scoprire cosa pensano.
Salite a bordo, perché il meglio deve ancora venire.
Stay Prudence.

lunedì, luglio 10, 2017

Interviste Prudenti: Pietro Milella


Benvenuti cari lettori di Prudence Magazine a un nuovo appuntamento con il Presentautore e le Interviste Prudenti. Oggi chiacchieriamo con Pietro Milella, il nostro vicedirettore, in occasione dell'uscita del suo romanzo d'esordio 'Un tuffo al cuore' [qui la recensione].

Benvenuto Pietro, come prima cosa siamo curiosi di sapere come nasce il titolo del tuo romanzo, 'Un tuffo al cuore', un titolo interessante e fresco.
L'idea del titolo è nata all'improvviso, mentre scrivevo il romanzo, in un bar di Bari. Ovviamente la frase non era stata scritta nel libro, e ho cercato di inserirla in una delle scene chiave del romanzo.

Come è nata l'idea di questa storia?
Bella domanda, non lo so neanche io onestamente. Anzi riguardando il passato ci sono state un'insieme di cose, personali e non, che hanno portato alla nascita di questa storia. Sono al primo romanzo, e direi una bugia se ti dicessi che non c'è niente di autobiografico e ispirato alla mia quotidianità.

Come è stato confrontarti con la scrittura del tuo primo romanzo?
Difficile e divertente allo stesso tempo direi. Difficile perché non sapevo come avrei riempito tante pagine; divertente perché mi ha molto incuriosito il dover creare dei personaggi che in parte sono ispirati alla realtà. La parte più divertente è stata sicuramente quella di rimodellare il tutto.

Come è nata la passione per la scrittura?
É  una passione che ho sempre avuto, sin da quando ero dodicenne. Con il tempo ho iniziato a scrivere piccole storie, poi poesie, blog, articoli, ed inifine sono arrivato al mio primo romanzo.

A chi ti ispiri, se lo fai, quando scrivi? Ci sono autori del cuore?
Sinceramente non ho un'autore preciso al quale ispirarmi. Diciamo che seguo i consigli di una grande scrittrice che ha accompagnato la mia adolescenza: J.K. Rowling. Quindi se devo proprio definire un autore preferito, questa è sicuramente lei, ma non disdegno Dan Brown e Rick Riordan.

Un tuffo al cuore tratta temi molto forti, come la violenza sessuale, l'omofobia, il bullismo. Quanto è rischioso per un autore emergente confrontarsi subito con questi temi?
Sono una persona che ama rischiara dal punto di vista creativo. Il rischio più grande che correvo era quello di non riuscire a completare e gestire tutto il romanzo. Credo che non esistano temi rischiosi e no, quando si parla di un romanzo. Infondo ho raccontato una semplice storia, che può avere del quotidiano, in molte delle situazioni che narra.

Quanto questi temi hanno influenzato la trama, o quanto invece la trama ha forgiato il loro discuterne?
I temi sono funzionali alla trama, e viceversa. Se non ci fossero stati dei temi affrontati non avrei il mio romanzo "Un Tuffo al Cuore".

Il personaggio di Marco è molto complesso, non si riesce davvero mai a capire quanto sia riuscito a superare le vicende narrate, e quanto sia pronto a affrontare il futuro; è stato più complesso pensarlo o scriverlo in tutte queste sue sfaccettature?
In realtà, è stato più complesso scriverlo, poiché avrei dovuto tradurre sulla carta quelle che erano le mille sfumature che questo personaggio aveva. Ma la cosa più difficile era: farle capire al lettore. Io conosco Marco a trecentosessanta gradi, in sfaccettature che il pubblico non conosce, quindi sì è stato un po' complesso.

La presenza di Alessandro, in quelle poche scene nelle quali appare è molto importante, oserei dire pesante. Come sei riuscito a renderlo presente, seppur non fisicamente, in buona parte della narrazione?
Non ho reso presente fisicamente lui, se non in un paio di scene. Quello che era presente era il suo gesto, che ha segnato in maniera profonda e indelebile la vita di Marco. una cosa però mi è piaciuta di questo personaggio, a fine del romanzo: è l'unico personaggio che è rimasto, per ora, nel passato, mentre il resto dei personaggi è riuscito ad andare avanti.

Indubbiamente il pubblico non amerà Alessandro, anche se nel romanzo sembra si voglia dare una spiegazione a ciò che ha fatto. Quanto è difficile capirlo senza giustificarlo?
Diciamo che per capirlo bisogna rileggere attentamente la prima scena del libro, e anche quella del loro incontro post violenza.

Jacopo e Valentina si candidano a fan favourite dai lettori, i veri personaggi positivi della storia, seppur molto differenti tra loro. Te ne sei reso conto dopo averlo scritto, o è stato anche un po' voluto?
Onestamente non pianifico molto i  miei personaggi. Lascio che sia la trama a delinearli. Direi che è stata una cosa inconscia. Alle volte tu pensi dei personaggi in maniera totalmente diversa, rispetto a come poi sono sulla carta. Non so, definirei questa cosa 'il mistero della scrittura'.

Valentina è il lato easy della storia, quel cambio di registro indispensabile visti alcuni momenti drammatici narrati. Come nasce l'idea di questo personaggio?
Bella domanda.. è nata una sera al telefono con il mio ragazzo. Avevo avuto il blocco dello scrittore, non sapevo più come andare avanti, poi pian piano, tra una battuta e l'altra lui mi ha suggerito di aggiungere un personaggi femminile che desse valore alla trama e che spezzasse tutta la pesantezza che c'era fino a quel momento. Poi è nata Valentina.

Jacopo è un personaggio ricco d'amore, è colui che salva Marco. Ma questo quanto poi entra in conflitto dentro di lui rispetto all'amore perduto verso Alberto?
No comment. Sto pensando di lavorare su qualcosa più avanti che potrebbe parlare proprio di questo.

Si dice che i giovani autori riversino buona parte di loro stessi nei romanzi d'esordio. Quanto c'è di tuo in Un tuffo al cuore? Hai messo in Marco qualcosa di te, o possiamo cercarti in altri personaggi?
Onestamente molti dicono che sono molto Marco, sotto certi punti di vista, E' vero, però diciamo che ho nascosto altro in altri personaggi. Alla fine uno scrittore racconta una storia, che trae ispirazione dal suo vissuto, o ne è una metafora.

Un dubbio che sorge durante la lettura è se il vero personaggio cattivo sia Alessandro o Melissa. Tu cosa ne pensi?
Entrambi hanno la loro storia alle spalle. Se dovessi scegliere un cattivo direi Melissa.

Se dovessi descrivere Un tuffo al cuore in 3 parole lo definiresti:
Interessante. Irriverente. Innovativo.

Potete acquistare la copia di Un tuffo al cuore e nei seguenti punti vendita
- La libreria del marchese, Via Vittorio Veneto, 164, Adelfia
- Cartolibreria Best Seller, Via Vittorio Veneto, 120/A, Adelfia (BA)
Oppure comodamente da casa ai seguenti link
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sabato, luglio 01, 2017

Recensione 'Un tuffo al cuore' di Pietro Milella

Un Tuffo al Cuore
Pietro Milella
Editore:  ZeroUnoUndici Edizioni | Prezzo: 13,50 [ebook 2,99]
Data di pubblicazione: 30 giugno 2017 [pre-ordina QUI la tua copia]
Sinossi: Marco vive in un paesino vicino a Bari e studia Lettere all'università. Da sempre omosessuale, da poco tempo è riuscito a fare coming out con la sua famiglia e con i suoi amici. A costituire un vero e proprio spartiacque nella sua vita, però, vi è un'esperienza traumatica che l'ha segnato nel profondo: la violenza sessuale subita dalla persona che credeva di amare, Alessandro. Sarà solo grazie a un incontro fortuito in piscina con Jacopo, un giovane scrittore che ha alle spalle una dura perdita, che riuscirà a ritrovare il sorriso. Tra Milano e Bari, "Un tuffo al cuore" racconta la storia di un amore in grado di curare le ferite e di riportare alla vita i sogni che si credeva fossero perduti per sempre.

Quando Marco è costretto, a causa del suo ragazzo Alessandro, a affrontare il trauma peggiore della sua vita, tutto il suo mondo viene sconvolto, in pochi attimi, e in una sola notte trova il coraggio di fuggire lontando per ricominciare la sua vita, dove nessuno potrà fargli mai del male.
La sua omossessualità non è mai stato un problema per lui, e in parte neanche per la sua famiglia, grazie all'aiuto della bizzarra e irrequieta sorella Valentina, ma in questo nuovo capitolo della sua vita i suoi rapporti con i ragazzi sembrano fuori discussione, un qualcosa di spaventoso, di ingestibile. 
Il fantasma di Alessandro sembra perseguitarlo, il terrore che possa accadere di nuovo quello che lui gli ha fatto, lo spinge a restare solo, unito al terrore di non essere accettato, come se quella colpa, quella violenza, fosse in parte anche sua.
La piscina e la terapista apriranno una nuova strada per Marco, quella della rinascita, una strada lungo la quale incontra Jacopo, che stravolgerà il mondo che lui ha vissuto fino a quel giorno. 
Marco tenderà verso di lui, ne sarà attratto, ma al tempo stesso molto spaventato.
Un percorso duro è quello che Marco deve affrontare, fino alla scoperta della tragedia che ha colpito la vita di Jacopo, forse il tassello mancante per avvicinarsi definitivamente a lui.
Il ritorno nella sua città natia, l'incontro con le persone sbagliate del suo passato, le parole di sua sorella Valentina, definiscono quello che poi sarà il futuro di Marco.
Una storia intensa, a tratti dura ma realistica, il racconto di un tratto di vita di un ragazzo che riesce a recuperare le sue ali spezzate e riprendere il volo della vita.

mercoledì, maggio 24, 2017

Ho perso i colori

Sentii il fruscio del vento, la sua voce calda che mi sussurrava delicato il dolore che viveva.

Vidi il sole spegnersi e il cielo versare lacrime sporche di rabbia.

Mi racchiusi nel mio silenzio, come tutte le volte che provavo nostalgia di quegli abbracci così confortanti.

Lasciai che il mio animo rispecchiasse il clima di quei giorni.

Lasciai che i capelli venissero scompigliati dalle folate di vento e lasciai che le mie lacrime si confondessero con la pioggia.

Camminai verso l'orizzonte in cerca di un colore per disegnare il sole e spegnere la tempesta.

Condussi i miei passi in direzione di un'emozione che non provavo da tempo, eppure ero sempre avvolta dalla paura di uscire di casa.

Nessuno può rivestire di gioia la tua vita, fino a quando non sei tu a indossare sorrisi.




giovedì, dicembre 22, 2016

Prudence: editoriale d'inverno.


Il sentiero di ognuno di noi ha tratti piani e tratti tortuosi, si cammina per pianure fiorite, e alture innevate. Ci si ferma. Ci si guarda intorno. Si ricomincia a camminare, Ci si ferma di nuovo. Alti e bassi. Un po' il cammino di Prudence. Alti e bassi. Ci si ferma e si ricomincia. Non si conosce il futuro, non sappiamo se potremo correre tra i fuori o arrancare nella neve. Ma ci si prova, e magari alla fine si riesce, in qualcosa.
Noi ci proviamo, di nuovo, e chissà, magari sarà un successo. 
O magari no. Ma chissene frega. L'importante è divertirsi lungo il cammino, e comunicare, diffondere, scoprire, ammirare.
Prudence riparte da qui, tra la neve, e se vi va, potete continuare a camminare accanto a noi.
Buon inverno da Prudence Magazine.

mercoledì, maggio 25, 2016

Bando XVII Concorso nazionale di poesia e narrativa 'Guido Gozzano'


XVII CONCORSO NAZIONALE DI POESIA E NARRATIVA “GUIDO GOZZANO” IN TERZO (AL) – EDIZIONE 2016 – 

L'Associazione Culturale “Concorso Guido Gozzano” in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, indice la XVII edizione del Concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”. 

REGOLAMENTO
Il concorso “Guido Gozzano” si divide in cinque sezioni: Sezione A - libro edito di poesie in italiano o in dialetto (con traduzione) pubblicato a partire dal 2010. Può essere inviato un solo libro di poesie per Autore in tre copie. In un foglio a parte vanno inseriti nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail. Saranno escluse le antologie e le opere inviate tramite e-book o files elettronici. Sezione B - silloge inedita in italiano o in dialetto (con traduzione) senza preclusione di genere. Si possono inviare da un minimo di 7 a un massimo di 12 poesie in quattro copie di cui solo una copia firmata con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e la dichiarazione che l'opera è frutto del proprio ingegno. Sezione C- poesia inedita in italiano o in dialetto (con traduzione) senza preclusione di genere con un massimo di tre poesie. I concorrenti devono inviare tre copie di cui solo una copia firmata con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e la dichiarazione che l'opera è frutto del proprio ingegno. Sezione D - racconto inedito, fiaba inedita o aforismi inediti in italiano a tema libero (massimo 5 pagine con spaziatura singola e carattere 12 Times New Roman). I partecipanti potranno inviare l'opera in quattro copie di cui solo una copia firmata con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail e la dichiarazione che l'opera è frutto del proprio ingegno. Sezione E – In occasione del centenario della morte di Guido Gozzano verrà premiato il saggio o tesi di laurea sulla figura e le opere di Guido Gozzano pubblicati a partire dal 2010. Il saggio deve essere inviato in tre copie; in un foglio a parte vanno inseriti nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, e-mail. E' possibile inviare la tesi di laurea via email a concorsogozzano@gmail.com con due files (formato doc o pdf) uno anonimo e uno con i dati anagrafici e la dichiarazione che l'opera è frutto del proprio ingegno. L'Associazione Culturale “Concorso Guido Gozzano” si prefigge l'obiettivo di conservare e catalogare tutte le opere in concorso presso la Biblioteca Poetica “Guido Gozzano” di Terzo affinché restino a disposizione di studiosi e appassionati di poesia e narrativa. Gli elaborati dovranno essere inviati entro giovedi 7 luglio 2016 (fa fede il timbro postale) a: Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “Guido Gozzano” Via La Braia, 9 - 15010 Terzo (AL). Sarà dato atto, via e-mail, della corretta ricezione della domanda di iscrizione. Solo per le sezioni B-C-D- è possibile inviare le opere via e-mail a concorsogozzano@gmail.com con due files (formato doc o pdf) uno anonimo e uno con i dati anagrafici e la dichiarazione che l'opera è frutto del proprio ingegno. Sono considerate inedite le poesie, i racconti, le fiabe e gli aforismi pubblicati su siti web, blog e riviste online. Possono partecipare i testi premiati o segnalati in altri concorsi letterari mentre non è possibile partecipare con opere già inviate nelle edizioni precedenti ne iscriversi nella medesima sezione in cui si è risultati primi classificati nel 2015. La premiazione si terrà presso la Sala Benzi di Terzo (Via Brofferio, 15) sabato 15 ottobre 2016.

giovedì, maggio 19, 2016

Simone De Vivo - L’amore di Alizée

Il giovane scrittore barese Simone De Vivo, già autore di Amore da Matrioska (Edizioni Epsil, 2014) e Rapito Da mia Madre (Edizioni Epsil, 2015), torna con un nuovo progetto, una serie di racconti brevi scaricabili gratuitamente dal suo sito in PDF E EPUB.

Il primo racconto è intitolato "L’amore di Alizée": Un breve racconto che parla di Alizée, giovane prostituta della città di Alphaville che dona Amore e Sentimenti al posto di Sesso. Le emozioni sono vietate per legge, ma ognuno ha bisogno di provare emozioni... (Ispirato al film Missione Alphaville). [il racconto è scaricabile a questo link]

Quello che si respira, fin dalle prime righe del racconto, è un qualcosa di talmente particolare che lo leggerete fino all'ultima parola tutto d'un fiato. Già di per se l'idea del comprare l'emozioni è talmente assurda che nel mondo di oggi funzionerebbe, porta all'estremo qualcosa che avviene davvero (forse attraverso i social) oggi, quel rendere i sentimenti una cosa così astratta da noi, dalla loro forma originaria, da poterla commercializzare. Nella sua brevità racconta tutto ciò che c'è da capire sul protagonista anche se quello che leggiamo è solo un piccolo stralcio della sua vita, ma infondo non ci serve sapere altro, ci basta quello per entrare nella scena e nella vicenda narrata. La figura di Alizée è come un tocco magico, una figura angelica, una "dispensatrice di sentimenti", che fa vivere ai suoi clienti una illusione che agli occhi di noi lettori appare come qualcosa di reale, talmente reale che sembra di accarezzare il suo corpo attraverso la descrizione minuziosa di De Vivo. Una atmosfera futuristica e urbana avvolge la scena del bar, e  dobbiamo riflettere se questo futuro sia ancora molto lontano, o stia per diventare davvero il nostro presente.

venerdì, maggio 13, 2016

Kobane Calling - Zerocalcare


La domanda iniziale che tiene banco nelle prime pagine del fumetto, è la stessa a cui mi sono sottoposto anch'io approcciando la lettura della nuova fatica di Zerocalcare, Kobane calling. Perché Kobane? Perché recarsi in prima persona nei luoghi insanguinati da un confitto pluriennale, perché parlare di Isis? La risposta è tutta racchiusa in un'immagine dai pixel fuori fuoco, un groviglio indistinto, che rimane tale, fino a quando un personaggio se ne esce con: “Questa è la nostra battaglia decisiva. Tutti gli uomini e le donne che hanno a cuore la libertà e l'umanità, oggi dovrebbero essere a Kobane” E allora quell'ammasso di pixel piano piano si fa nitido e scopriamo che si tratta del cuore. Non di uno qualsiasi. Il tuo.

Kobane calling è un graphic novel, un fumetto che racconta le impressioni di viaggio di due esperienze di Michele Rech, in arte Zerocalcare, nelle terre tra la Turchia, la Siria e l'Iraq, in quel lembo di terra che qualcuno si ostina a chiamare Kurdistan. Tutta la sua attenzione è rivolta verso il popolo curdo, nazione senza stato, nazione che si frappone tra l'avanzata dello Stato Islamico e il “nostro” Occidente. Nazione che nonostante tutto rimane abbandonata a se stessa.
Il primo viaggio lo porta al piccolo villaggio turco di Mehser, a poche centinai di metri da Kobane, una cittadina con importanza strategica pari a zero, ma vera linea di confine oltre alla quale Daesh non è riuscita ad andare. La Stalingrado moderna, l'ultimo baluardo, tenuta coi denti, persa e poi riconquistata dal popolo curdo. Nel secondo viaggio si addentra invece nelle terre del Rojava, lembo di terra suddivisa in tre cantoni (più o meno comunicanti a seconda dell'avanzata o del ripiegamento dei vari eserciti) e regione proclamata autonoma dai curdi siriani, retta da un avanzato confederalismo democratico, regolato da una sorta di contratto sociale, basato sulla convivenza e sulla diversità.

Autore e protagonista di questa avventura è Zerocalcare. All'anagrafe Michele Rech. Nasce ad Arezzo il 12 dicembre 1983, trascorre i primi anni in Francia e poi si stabilisce a Roma. Rebibbia diventa la sua patria. Il nome Zerocalcare viene scelto, quasi per caso, al momento dell'iscrizione a un forum di discussione su internet, ispirandosi ad uno spot televisivo in voga ai tempi. La sua prima attività da fumettista risale alla fine delle scuole superiori, periodo in cui realizza un racconto a fumetti ispirato alle giornate del G8 di Genova, nell'estate del 2001. A partire dal 2003 lavora come illustratore presso alcune riviste tra cui il quotidiano Liberazione, il settimanale Carta, con il mensile la Repubblica XL e la divisione online della DC comics. Nel 2011 avvia un blog a fumetti, zerocalcare.it in cui pubblica brevi racconti a sfondo autobiografico. Nel corso del tempo inanella diversi premi e riconoscimenti vari, ampliando così la schiera di occhi interessati. Le sue opere principali sono: La profezia dell'armadillo, Edizioni Graficart 2011, Un polpo alla gola, BAO Publishing 2012,Ogni maledetto lunedì su due, BAO Publishing 2013, Dodici, BAO Publishing 2013, Dimentica il mio nome, BAO Publishing 2014, L'elenco telefonico degli accolli, BAO Publishing 2015, Ferro e piume, Internazionale (n. 1122) 2015.

Tornando alla sua ultima fatica, Kobane calling, ciò che si riscontra immergendosi della lettura è l'approccio meno personale rispetto ai lavori precedenti, ma sicuramente più impegnato. I termini grafici, meno armadillo e più mammut. L'armadillo è l'elemento grafico che rappresenta la coscienza dell'autore. Il mammut invece da voce al senso di appartenenza, direi quasi con valenza sociale, se non addirittura politica. Calcare riesce a rendere quotidiano e nostrano i volti e le vicende umane totalmente estranee al nostro guardare e sentire giornaliero. I lontani scenari di guerra, le tragiche vicende di persone dai nomi complicati sembrano tradotte in una lingua accessibile a tutti, più facili da digerire, anche attraverso l'ironia, il prendersi poco sul serio e i tratti malinconici.


mercoledì, maggio 04, 2016

Web 0.0: una realtà offline

Viviamo le nostre giornate costantemente con gli occhi puntati verso smartphone, tablet e computer, siamo ormai un tutt'uno con i nostri devices sempre all'avanguardia ma ci siamo mai chiesti com'era il mondo solo trent'anni fa?



Proprio in occasione del trentesimo compleanno di internet, lo street artist milanese Biancoschock dà vita ad un curioso progetto dal nome “Web 0.0” nel quale il loghi delle più famose app e social network che animano le nostre giornate, prendono forma nella realtà «offline» di un piccolo paese del Molise, Civitacampomarano, un posto dove sembra che il tempo si sia fermato.


Così una cabina telefonica diventa l'equivalente di WhatsApp, la piazza del paese inscena la bacheca virtuale di Facebook e tutte le news e i pettegolezzi passano inevitabilmente dalla Wikipedia del posto.
Alcuni di questi scatti mi hanno fatto davvero sorridere, altri molto riflettere.


Si parla tanto di rivoluzione digitale, la nostra quotidianità è stata completamente stravolta dall'ascesa del web, come nel passato è stato con le più grandi rivoluzioni.
Ci viene raccontato delle enormi possibilità che la rete internet ci offre ogni giorno mettendoci in contatto con le più remote realtà del mondo; ma non sarà che stiamo perdendo il confronto con la realtà? 









venerdì, aprile 22, 2016

La giornata mondiale della Terra

Oggi, 22 Aprile, è la giornata mondiale della Terra. Quanto amiamo e rispettiamo la natura? Purtroppo, siamo ben consapevoli, che il progresso tecnologico, la nostra inciviltà stanno portando alla distruzione del  bene più prezioso: la terra. Ne è passato di tempo, quando la nostra unica preoccupazione era il buco nello ozono. Oggi, tra petroliere che inquinano i nostri  mari, scioglimento dei ghiacciai, mancata raccolta dei rifiuti attraveso la loro differenzazione, smog e tanto altro, il nostro pianeta sta morendo. Ciò che è più agghiacciante è il disinteresse della popolazione. Basti pensare al mancato raggiungimento del quorum per l'ultimo referendum, quello che chideva di mettere un SI per spondere le trivellazioni nei nostri mari. E' triste quanto tutti pensino che la terra duri in eterno. Non è così. La stiamo violentando ogni giorno, la calpestiamo, la deridiamo, la maltrattiamo. E ogni anno muoiono specie diverse di pesci, ogni anno pini, quercie si ammalano senza rimedi, ogni anno i nostri fiumi cambiano colori, le mezze stagioni non esistono più; passiamo dall'inverno gelido e pungente all'estate calda e afosa. I colori della primavera sfumavo via in poche settimane e l'autunno è solo un breve accompagnatore tra le due stagioni opposte.
La terra sta morendo.



E oggi, nel celebrarla, dovremmo tutti farci un esame di coscienza. Prendiamocene cura, è il posto che ci accoglie, nutre, culla, coccola. La madre terra è la Dea che ci consente di vivere e senza di lei.
Ricordiamoci di amarla sempre e rispettarla.



mercoledì, aprile 20, 2016

Reboot e remake, un fenomeno in forte crescita

Negli ultimi anni, le case di produzione del piccolo e del grande schermo sfornano con insistenza reboot e remake dei grandi colossal del passato; voglia di riportare alla ribalta i grandi successi del passato o mancanza di originalità?

Ormai i termini “Reboot” e “Remake” sono all’ordine del giorno per gli appassionati di cinema e serie tv, ogni grande major ha in cantiere almeno un lavoro su questa scia.
Quando si parla di “Reboot”  (riavvio), il termine indica quei prodotti filmici ma anche videogiochi, appositamente realizzati per tentare di dare un nuovo slancio a prodotti conclusi o in calo di popolarità. Il “Reboot” precede un nuovo inizio, con la totale o parziale riscrittura degli eventi avvenuti nella saga originaria. Tra le motivazioni che spingono alla realizzazione di un “riavvio”, c’è l’interesse da parte della casa produttrice di usare vecchi materiali per crearne di nuovi, tentando di avvicinare nuovamente il pubblico a una serie che potrebbe rivelarsi ben accolta e magari migliorarla utilizzando le più moderne tecnologie.

Il “Remake” (rifacimento) di un’opera si applica in particolare ai film, ma anche per serie televisive o videogiochi. Quando il “rifacimento” è trasversale, ossia si applica un “medium” diverso da quello originale, si utilizza di solito il termine “adattamento”. Il “Remake” può essere più o meno fedele all’originale, si può cambiare l’ambientazione, aggiungere o togliere qualche personaggio o modificare la trama. Se si tratta di pellicole tratte da racconti o romanzi, allora sarà più adatto parlare di “adattamento”.


Che si parli di uno o dell’altro, questa tecnica ha ormai preso piede nell’industria dell’intrattenimento ed è lecito chiedersi se si tratta di un esercizio stilistico o di un desiderio di sfruttare al massimo una fetta di mercato che ha già dato buoni risultati in passato.

Anche nell’ambito delle serie televisive non mancano degli esempi, basti pensare all’idea geniale di Netflix di riscrivere un degno finale per Gilmore Girls, già solo i rumors sui social dopo la riunione del cast originale, hanno messo nelle mani dei produttori un successo assicurato.
Ma nella lista dei nomi celebri non può mancare The X-Files, cult fantascientifico anni ’90 tornato alla ribalta dopo quasi 15 anni dalla sua conclusione, e Xena, altro cult targato anni ’90 che la NBC ha affidato ad Javier Grillo-Marxuach, noto per aver fatto parte della squadra di Lost.

Il rischio che si può correre in questo casi è però quello di allontanare i fans originali della serie, come potrebbe accadere nel caso di Streghe. La CBS, stando ai rumors che circolano sul web, sta lavorando a questo progetto ma senza includere nessuno degli interpreti del cast originale, notizia che ha scatenato immediatamente le reazioni dei fans più appassionati.

Di certo le premesse per un nuovo successo non mancano quando si parla di ridare lustro a storie che hanno affascinato generazioni per anni, ma è davvero necessario creare un reboot o un remake per ogni programma di culto? O sarebbe meglio sfruttare le nuove idee? A mio parere si tratta solo dell'ennesima strategia di mercato delle major per trasformare lo spettacolo del cinema, ma anche quello del piccolo schermo, in un mare di cose viste e riviste togliendo spazio per emergere alle idee originali e di nicchia. 

venerdì, aprile 15, 2016

Fuocoammare

    
Vincitore dell'Orso d'Oro alla Berlinale 2016, Fuocoammare è l'ultima fatica del regista Gianfranco Rosi. La prima domanda a cui dobbiamo provare a rispondere per analizzare quest'opera è che cos'è Fuocoammare? Partiamo da un punto fermo. Questo non è un film tradizionale. Per molti aspetti si avvicina alla narrazione da documentario, pur non avendo la struttura e la lunghezza per esserlo. Potremmo quasi dire che si tratta di un film alla Rosi, vista anche la sua precedente opera (Sacro Gra). Forse un film così reale da farsi vivo, oppure un documentario con una linea narrativa ben precisa. A parte il tentativo di inquadrarlo, non si può non constatare come tutto il racconto appaia privo di alcuna mediazione, una sorta immagine senza filtri, naturalmente tersa. Rosi racconta senza urlare, senza retorica, senza pregiudizi, quasi a dirci Io ti mostro cosa sta succedendo, sta a te aggiungere il resto. Se fosse una musica, l'alternanza delle pause sarebbe preponderante.
     Protagonista indiscussa della pellicola è senza ombra di dubbio Lampedusa, isola sulla quale il regista ha trascorso un interno anno per entrare in sintonia con ciò che si era ripromesso di raccontare. Il film si sviluppa seguendo due linee di narrazione ben distinte che si sfiorano continuamente, ma non si incontrano mai in modo diretto. Da una parte abbiamo la vita quotidiana di un bambino di Lampedusa, Samuele (di una spontaneità geniale!), incastonato in un epoca senza tempo e dall'altra le tragiche vicende dell'Africa che si protende per non affogare. L'unico punto in comune, è la figura del medico, Pietro Bartolo, vero ispiratore del film, che si prende cura di Samuele, ma deve fare i conti anche con gli arrivi senza sosta di uomini, donne e bambini stremati, collezionatori di disagi e malattie di ogni sorta, persone sull'orlo della morte e altre che hanno già varcato quella soglia. In tutto ciò, non ci vengono risparmiate immagini crude, pugni allo stomaco che non abbiamo il diritto di evitare.
    Adesso veniamo al titolo. Innanzitutto è una canzone lampedusana, che Rosi introduce come una delle richieste che vengo fatte alla radio di paese. Ma è soprattutto attraverso il racconto di un'anziana signora che la locuzione fuocoammare, ci viene svelata. Ricorda infatti i tempi di guerra, quei momenti in cui il mare e il cielo, nel loro punto di incontro, si facevano rossi a causa dei bombardamenti insistenti (Su tutti l'episodio della nave Maddalena, alla fonda davanti Lampedusa, bombardata assieme al porto nel 1943). Chi focu a mmari ca c’è stasira! Immagine che si ripropone sul finale, questa volta per giochi di luce naturali, che sembrano lasciarci un retrogusto di medesima tragedia, di bombe senza bombe, di guerra senza guerra.

lunedì, aprile 11, 2016

Eventi Prudenti: 'Il sindaco pescatore' all'Auditorium comunale di Adelfia.

Ieri sera presso l'Auditorium Comunale di Adelfia (Bari), si è tenuto lo spettacolo di prosa "Il sindaco pescatore", con la regia di Enrico Maria Lamanna, con protagonista Ettore Bassi nei panni di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso nel 2010. 
Tratto dall'onimo libro di Dario Vassallo, lo spettacolo racconta la vita politica, ma non solo, di Vassallo, che da pescatore diventa sindaco, per il suo desiderio di cambiare le cose, anche in una piccola comunità, anche un po' alla volta, anche, solo, a piccoli passi.
Basta credere in ciò che si fa, e si può ottenere ciò che si vuole, si può ottenere il cambiamento.
La rappresentazione, che vede come unico protagonista uno straordinario Ettore Bassi nei panni del "sindaco pescatore", vede la partecipazione di alcune voci fuori campo, tra cui quelle di Sebastiano Somma e Pino Ammendola, e di alcuni ragazzi sul palco, che rappresentano un po' i giovani di Pollica, e la sua speranza. Le musiche originali sono state composte da Pino Donaggio.
Bassi, probabilmente nella sua interpretazione migliore, da vita al personaggio di Vassallo, raccontando la sua vera storia, in prima persona, pochi minuti di spirare, in quei 30 secondi prima che il suo ignoto assassino spinga il grilletto, e faccia fuoco su di lui, con quei nove colpi mortali.
Nonostante il momento in cui tutto questo sta accadendo, nella sua mente il personaggio ha la lucidità di spiegare al suo assassino perché il chiamarlo "sindaco di merda" e ucciderlo non abbiamo una vera ragione, e con molta spensieratezza racconta tutto ciò di buono che ha fatto nella sua vita politica, rimboccandosi le mani, senza mai paura di sporcarsi, sia fisicamente che moralmente.
E così Angelo ci racconta del coraggio di suo padre, il "collega", che aveva sfidato da bambino un delinquente pur di riavere il suo pallone, ci parla di come il richiamo del mare fosse troppo forte, e da una piccola imbarcazione lui e i suoi fratelli sono arrivate a averne tre, di cui l'ultima fatta apposta per loro, lavorando sempre senza sosta, ci racconta di come il richiamo politico fosse inevitabile, non per denaro, ma perché lui di vedere il potenziale del suo paese non ne poteva più. 
Una serie di aneddoti che mostrano un uomo nella sua interezza, un politico ma un pescatore, un marito e un funzionario dello stato, un animo buono ma a cui non importava inimicarsi nessuno, purché la sua terra prosperasse e progredisse. Un uomo tutto d'un pezzo, ma sempre disposto a aiutare tutti. 
L'attore barese riesce a spiegarci tutto con una tale semplicità disarmante da non permetterci mai di staccare gli occhi da lui per tutta la durata dello spettacolo. Un personaggio molto sentito da Bassi, come dimostrano il sentimento e la bravura che trasmette in ogni battuta, in ogni attimo del racconto, fino a quel momento di commozione finale per i lunghi applausi del pubblico, che lui dedica a Vassallo, un vero eroe moderno, che ha portato in un posto fino a allora dimenticato, provvedimenti poi attuati in tante altre città.
Uno spettacolo lineare, pulito, senza distrazioni, che cattura il pubblico, per l'efficacia del testo e la bravura del protagonista. Brillano di luce propria alcuni momenti, come il racconto divertente del depuratore (che mostrano un sindaco al servizio del cittadino nel vero senso della parola), o il brano tratto da "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway, e infine il momento in cui il più piccolo dei ragazzi sul palco indossa la fascia da sindaco.
Lo spettacolo si chiude con la morte del protagonista, che rimane disarmato dall'assenza dei suoi concittadini in un momento come quello, e con il suo viaggio verso una nuova vita, rivestendo i panni del pescatore, e riponendo la fiducia nei giovani. Un messaggio di speranza quindi, perché quello che Angelo ha fatto non verrà di certo dimenticato, e anche se lui non c'è più, tutte le piccole comunità dovrebbero prendere esempio da quello che ha fatto lui, perché nella legalità c'è sempre la strada che porta a una rinascita.

Ma chi era Angelo Vassallo?
Angelo Vassallo è stato sindaco di Pollica, località in provincia di Salerno, per tre mandati. Oltre alla carica di sindaco, ricopriva anche quella di presidente della Comunità del parco, organo consultivo e propositivo dell’ente Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano ed era stato Presidente della Comunità Montana Alento Monte Stella. Era inoltre vicepresidente delle ‘Città slow’, aderenti al manifesto dell’associazione Slow Food ed era stato Presidente delle 'Città Slow' nel mondo.
Nel 2009 Angelo Vassallo si è fatto promotore della proposta di inclusione della dieta mediterranea tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità. La proposta è stata accolta dall’UNESCO il 16 novembre 2010, a Nairobi. La delegazione del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, presente in Kenya per la proclamazione, ha dedicato il riconoscimento alla figura del suo promotore. Vassallo ha poi fondato il “Centro studi per la Dieta Mediterranea”. Il centro ha sede nel castello dei principi Capano di Pollica.
Vassallo era noto come il sindaco pescatore, per il suo passato di pescatore e per l’amore per il mare e la terra, che nella sua attività di amministratore lo aveva sempre guidato. Tra le opere che vanno ricordate non può mancare il “Museo vivo del mare”, istituito nella frazione di Pioppi, presso il castello di Vinciprova.
Ambientalista convinto, amato dai suoi concittadini, viene ricordato anche per le sue ordinanze singolari. Nel gennaio 2010 firma un’ordinanza che prevede una multa fino a mille euro per chi viene sorpreso a gettare a terra cenere e mozziconi di sigarette. Esempio di rigore nel rispetto della legge, con modi severi e fermi, che però permettono di mantenere intatta la bellezza di uno dei comuni più caratteristici del Cilento.
Angelo Vassallo ha travasato il suo amore per il mare, nelle buone pratiche di una bella politica. Ciò ha portato le acque di Pollica ad essere le più premiate, negli anni, con le 5 vele – massimo riconoscimento - della Bandiera Blu di Legambiente e Touring club. L’eredità di Angelo Vassallo ha consentito di proclamare Pollica, anche per il 2011, regina d’Italia, unica nella penisola a ricevere le prestigiose 5 vele.
La sera del 5 settembre 2010, mentre rincasava alla guida della sua auto, Angelo Vassallo è stato barbaramente ucciso, per mano di uno o più attentatori. I suoi assassini sono ancora ignoti.
Angelo Vassallo viene ricordato ogni anno il 21 marzo nella Giornata della Memoria e dell’impegno di ‘Libera’, associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

Per altre info sulla stagione teatrale e altre attività:
Auditorium comunale
Adelfia (Bari)
Corso Umberto I, 119,
tel. 080-4597455