venerdì, novembre 15, 2013

Diva '70: Donna Summer e la disco music.

Donna Summer, 1977 circa.
Dopo il viaggio con Cher negli anni '60, periodo del pop-folk, questa settimana passiamo al decennio successivo, che rivoluziona il mondo musicale, con un nuovo genere che nasce e domina i dieci anni successivi, la disco music. C'è una sola grandissima regina indiscussa della disco, Donna Summer, affascinante, suadente, ammaliante, sempre elegante, una diva, ma sempre con il sorriso disegnato sul viso. Una leggenda della musica, che ci ha lasciato lo scorso anno, ma che resterà sempre agli occhi di tutti come un artista che ha saputo rendere di tutti un genere che stravolgeva i canoni musicali fino ad allora dominanti.
Lady Of The Night, 1974
Una prima nota che stravolge la musica è la lunghezza dei suoi brani, alcuni di oltre dieci minuti (Try Me, I Know We Can Make It dura ben 18 minuti), secondo punto il sound di un fresco r'n'b che inizia a prendere le distanze dal soul, terzo il fascino sessuale di alcuni pezzi, orgasmi musicali eleganti e coinvolgenti. Una vera rivoluzione guidata da una donna che ha saputo fare del suo sguardo innocente e delle movenze sensuali un connubio indissolubile. Uno squillo di telefono introduce The Hostage (Lady Of The Night, 1974), un potente pezzo pop che apre la carriera della Summer, dimostrando subito qualcosa di differente, mai ascoltato fino ad ora, una dinamicità quasi da film d'azione; rimane sulle stesse note Wounded (Lady Of The Night, 1974), che vi farà saltare sui tasti di un pianoforte come su di un tappeto di spilli, e il dolore vi piacerà.
Love to Love You Baby, 1975
Per 16 minuti vi accompagnerà il pezzo più sexy della storia, Love to Love You Baby Love to Love You Baby, 1975), tra sussurri, momenti di estasi, sensualità che trasuda dal microfono, inizierete ad ansimare dal piacere; vi lascerete cullare dalla delicata ballad Full of Emptiness (Love to Love You Baby, 1975), come un riff soul misto al pop
A Love Trilogy (1976)
Per gettarvi in pista Try Me, I Know We Can Make (A Love Trilogy, 1976) è la scelta giusta, e i vostri pugnetti non smetteranno di scuotersi stile braccia rotanti; se c'è un brano che amo in qualsiasi versione sia stata realizzata e da chiunque sia stata cantata è Could It Be Magic (A Love Trilogy, 1976), incisa da Donna Summer in una versione sensualissima; un african dance beat vi coinvolgerà con Come with Me (A Love Trilogy, 1976), insieme ai violini che rendono la disco di Donna sempre elegante.
Four Season Of Love, 1976
La disco parla quasi sempre d'amore, e una dimostrazione è la splendida Spring Affair (Four Seasons of Love, 1976) con i suoi cori che ti risucchiano nel brano, facendoti cadere, chiudendo gli occhi, in un'altra dimensione; e se la primavera vi ha fatto innamorare, l'estate porta la febbre bollente sulla pista da ballo con Summer Fever (Four Seasons of Love, 1976); e l'autunno arriverà a cambiate tutto, con un sound più solido, r'b'n, e delle emozioni tutte nuove in Autumn Changes (Four Seasons of Love, 1976); e infine il freddo inverno vi coccolerà con Winter Melody (Four Seasons of Love, 1976), aperta dal realistico suono del vento che soffia in una distesa di neve, un brano davvero emozionante.
I Remember Yesterday, 1977
Con una melodia da club privè anni '30 arriva I Remember Yesterday (I Remember Yesterday, 1977), sospeso in una atmosfera senza tempo; pezzo da discoteca senza dubbio Love's Unkind (I Remember Yesterday, 1977), potente non per il cantato ma per la parte strumentale; ormai saprete che io ho un debole per le ballad, e quindi devo assolutamente nominarvi Can't We Just Sit Down (And Talk It Over) (I Remember Yesterday, 1977), che sembra quasi venire dagli anni '90 per il suo tocco moderno, e infondo, Donna è una romantica, come me, e le sue ballad sono sempre delle perle; tanti, tantissimi hanno attinto a questo brano, campionandolo, specie nei live, e specie negli anni 2000, e soprattutto le due dive di cui vi parlerò nelle prossime settimane, sto parlando ovviamente di uno dei pezzi più famosi della Summer, I Feel Love (I Remember Yesterday, 1977), pura estasi per le orecchie, e perchè no, per il corpo, chissà quanti hanno fatto l'amore su queste note.
Once Upon A Time, 1978
Si cambia musica con Once Upon A Time (Once Upon A Time, 1977), penetrarente, epica, potente, maestosa, misto tra disco, rock e jazz; sempre più vicina al sound pop-rock del primo album è Faster And Faster To Nowhere (Once Upon A Time, 1977), che, carica di enfasi, esploderà nelle vostre casse; con il ticchettio e sound futuristico di Now I Need You (Once Upon A Time, 1977) è come se Donna Summer abbia cantato per 6.08 minuti nel decennio successivo, con un sound tutto anni '80, che forse ha creato lei stessa cantando questo brano; ricominciamo a tornare su note disco-pop con I Love You (Once Upon A Time, 1977), con gli acuti di Donna nel ritornello che dimostrano le sue capacità di vocali spesso sottovalutate visto il genere musicale che eseguiva; se il brano precedente aveva iniziato a farvi intuire l'estensione vocale di Donna, con MacArthur Park (Live And More, 1978) rimarrete a bocca aperta per questi acuti precisi e talmente potenti da sfondarvi i vetri di casa, ve lo avevo detto di non sottovalutarla; iniziate a togliervi i vestiti. 
Bad Girls, 1979
Gli anni '70 stanno finendo, e le note di Donna si fanno bollenti, con Hot Stuff (Bag Girls, 1979); sensuale e sofisticata con il suo sax, Walk Away (Bag Girls, 1979), che probabilmente non vi colpirà al primo ascolto ma che ben presto vi conquisterà, e inizierete a canticchiare il ritornello nei momenti meno adatti; sempre più anni '80, e sempre più avanti, è Can't Get to Sleep at Night (Bag Girls, 1979), che specie nelle strofe, è avanti di un decennio, anche se si perde nelritornello, ritornando ad essere simile ad altri brani precedenti della Summer, ma l'interlude strumentale vale tutto il pezzo; be questa volta Danna supera tutti di un altro decennio, perchè Our Love(Bag Girls, 1979) sarebbe potuta essere partorita da gruppi come i Pet Shop Boys nei primi anni '90, incredibile; quasi spaziale il suono di Sunset People (Bag Girls, 1979), che spiana la strada agli anni '80, anche se in questo decennio poi Donna si differenzierà da  tutti nuovamente, ed è stato un peccato, perchè sarebbe stato bello vederla alle prese con il pop di quel decennio, come in questi ultimi brani anni '70; Donna non aveva paura di misurarsi con le altre regine della musica, e uno dei migliori duetti al femminile della storia della musica nasce nel 1979, con Donna Summer e Barbra Streisand sulle note di No More Tears (Enough Is Enough); chiude il magico decennio della disco music On The Radio (On the Radio: Greatest Hits Volumes I & II, 1979) una splendida ballad che diventa un ricercato pezzo disco nel ritornello, tutto da ballare con la persona amata.
Donna si indirizzerà all'r'n'b e al pop in seguito, stranamente lasciando la disco da parte, forse per non rimanere fossilizzata nel genere, ma assumendo tinte dance negli anni '90, strizzando così l'occhio al passato, concludendo con l'album capolavoro Crayons (2008), nel quale la Summer riprende tutti i generi affrontati nella sua carriera in una veste moderna, e sempre, sempre elegante.
La prossima settimana lasceremo decisamente l'eleganza nel cassetto, perchè gli anni '80 ci faranno conoscere il pop, e quindi niente atmosfere sofisticate, solo tanto tanto divertimento e pezzi che hanno fatto la storia della musica. Chissà se indovinerete di chi parlerò...

Condividi

articoli simili

Diva '70: Donna Summer e la disco music.
4/ 5
Oleh