mercoledì, novembre 27, 2013

Rassegna Bravòff: A qualcuno piace Fred.

“Guarda che luna, guarda che mare, da questa notte senza te dovrò restare, folle d'amore, vorrei morire, mentre la luna di lassù mi sta a guardare...”


Per chi non lo ha mai conosciuto, Fred Buscaglione ricorda il gangster americano, dal bicchiere facile, dall'aria furba, quasi “venuto fuori” da “Bulli e Pupe”, per chi invece lo ha potuto ammirare, sa che era un uomo semplice, con in mente sempre e solo Fatima.
Il 25 ottobre, al Teatro Bravò di Bari, ho avuto il piacere di assistere ad uno spettacolo su questo grande artista. “A qualcuno piace Fred” di Maurizio Pellegrini, insieme alla Chamber Swing Orchestra, è un ritratto del vero Ferdinando, di quello che non tutti hanno potuto scoprire, di un ragazzo con un sogno e un grande amore nel cuore, un uomo così lontano dal suo personaggio, un uomo quasi schiacciato da qualcosa che non era.
Pellegrini, in un'interpretazione magistrale, sembra davvero riportare in vita Buscaglione. La sua voce, il modo di porsi, di muoversi, di atteggiarsi. La somiglianza è davvero impressionante.

Dal primo suono di tromba sino all'ultimo ripercorriamo la sua vita, purtroppo breve. Fatta non solo di successi ma anche di difficoltà, di sogni infranti, di forza e tenacia. Dagli albori dritti sino alla morte prematura su quella Thunderbird rosa, la mattina del 3 febbraio 1960.
Ad accompagnarlo un'orchestra eccezionale che interagisce e contribuisce a rendere tutto più coinvolgente.
Fred e gli Asternovas, la sua storica band, riuniti ancora una volta.

Dalle serate in una Torino anni 30' comincia l'avventura di un Buscaglione ancora giovane e pieno di speranza, dalla vocalità graffiante e con un sound innovativo, ricco di importazioni americane.
E il suo voler di più lo porta ad intraprendere una lunga tournèe all'estero che però non frutta ancora il successo.
I veri capolavori nascono dopo l'incontro con Leo Chiosso, suo paroliere sino alla morte. Instaureranno un rapporto così intenso da trasferirsi nello stesso palazzo uno di fronte all'altro. E insieme creeranno il personaggio alla Clark Gable, con baffetti, cappello e gessato a doppiopetto che lo porterà all'apice. Il suo primo 78 giri per la casa discografica La Cetra, esce nel 1955 e contiene due canzoni: la famosa “Che bambola” e “Giacomino”.
Ma nel 1949 accade qualcosa di importante nella vita di Fred, un qualcosa che colpirà il suo vero animo da “bravo ragazzo”, l'incontro con Fatima, sua moglie. Lei scappa con lui, da acrobata inizia una nuova carriera da cantante, è sempre presente e sempre nel suo cuore, ma con l'arrivo della notorietà tutto si spezza. Fatima è gelosa, forse per la carriera del marito, o per la sua vita ricca di impegni, di film, di programmi, di concerti. Lo abbandona, lo lascia solo con se stesso.
Fred non sopporta la solitudine di quella camera dell'Hotel Rivoli di Roma, non sopporta il peso di dover essere qualcuno che non è, non sopporta il dolore, vorrebbe dimostrare a tutti chi è il vero Ferdinando e tornare a cantare con lei, a vivere con la sua Fatima.
“Guarda che luna” si inserisce all'interno del cambio di rotta del suo ultimo periodo.
La vita frenetica, l'alcool, i mille impegni, la musica, il cinema, la televisione, lo distraggono e lui quel giorno “proprio non lo vede quel camion” davanti a lui.
E ci lascia così presto, con ancora tante cose da raccontare, tante cose da cantare.

“Che notte!”, “Teresa”(il testo è tratto da un vero articolo su un giornale, un'altra idea innovativa di Leo), “Il Dritto di Chicago”, “Parlami d'amore Mariù”, “Eri piccola così”(con tanto di colpi di pistola), “Che bambola”, “Guarda che luna”, “A qualcuno piace Fred” (titolo dello spettacolo ma anche dell'ultimo film di Buscaglione, poi cambiato in “Noi duri”), sono alcuni dei capolavori che Maurizio Pellegrini ci offre.
Ci trasporta con passione in questo percorso, ci mostra i diversi lati della personalità dell'artista, il rapporto con i suoi amici, il suo cuore e la sua testa. Con ironia il nostro Fred ci racconta anche della sua morte, di quello che è stato e non ci potrà essere più.
Una rappresentazione davvero travolgente che merita di essere vista, anche solo per avvicinarci un po' ad un'artista, a mio parere, trascurato e alla stupenda forza di espressione che è il teatro.

“Delle curve mi compiaccio, sempre in quarta io me le faccio, bevo tutto senza ghiaccio e le bambole mi capiscono, a qualcuno piace Fred sì, cosa c'è, non vi va?"

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4/ 5
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