venerdì, novembre 08, 2013

Diva '60: Cher e il folk pop.

Cher, immagine promozionale del 1965.
Spesso il passato musicale di un artista viene dimenticato, o ignorato, dai fan più giovani, o dalle generazioni successive. Altre volte invece i vecchi fan snobbano i nuovi lavori, perché legati ai precedenti.
Se vuoi conoscere un artista, davvero, devi ascoltare la sua musica del passato, per capire quella del presente, e devi ascoltare quella del presente per vedere la sua evoluzione.
Questi limiti alle volte lasciano gli ascoltatori più distratti in un limbo da cui è difficile uscire.
Nel mondo del pop spesso si insegue un artista per la hit del momento, ignorando il suo passato, o perdendo il suo futuro.
Pensavo al passato della musica, e a come le grandi dive siano nate in decenni in cui molti di noi non erano neanche ancora nati. Ma è grazie a quel passato se noi le ascoltiamo ancora oggi.
Ho deciso quindi di volare in quattro vecchi decenni musicali con quattro dive del passato, e del presente, raccontandovi come hanno iniziato, e magari un giorno vi racconterò dove sono oggi.
Non potevo che partire dagli anni '60, quando si affacciava alla musica l'unica donna ad essere stata prima in classifica in ben 6 decenni!
All I Really Want To Do (1965)
Si avete capito bene, sto parlando dell'indistruttibile Cher, un colosso della musica che dagli anni '60 ad oggi ha realizzato quasi trenta studio album, sempre in vetta alle chart mondiali.
Ma chi era Cher negli anni '60?
Cherilyn Sarkisian LaPierre era una ragazza con dei lunghissimi capelli neri, che dopo aver iniziato la strada musicale con il primo marito, Sonny Bono (Sonny & Cher), decide ben presto di iniziare una carriera solista che la porterà a diventare una icona mondiale, non solo della musica.
The Sonny Side of Chér (1966)
Cherilyn diventa Cher semplicemente, per tutti, e come qualcuno dice ironicamente, Cher non ha cognome, come Gesù. Prima delle parrucche colorate, le decine di operazioni di chirurgia estetica, prima dei costumi più bizzarri, prima della brillante carriera cinematografica, prima di diventare la più grande icona gay della storia, Cher era una cantante folk-rock, tutta chitarra, trombe e voce.
Prima di diventare a colori, Cher era il faccino in bianco e nero più famoso nella musica femminile anni '60, dove il suo sguardo ammaliante da Cleopatra (quanto calcava con quel mascara!) e i luccicanti capelli neri erano sinonimo della buona musica.
Chér, 1966
Tra il 1965 e il 1969 Cher realizza ben sei album di inediti e una colonna sonora, anche se un brano spicca tra tutti i singoli realizzati in quegli anni: Bang Bang (My Baby Shot Me Down)” (The Sonny Side of Chér, 1966) è presto diventato uno dei brani più famosi della storia della musica, coverizzato da decine e decine di artisti, e pochi sanno che la versione originale è proprio quella di Cher, scritta per lei dal marito Sonny Bono.
With Love, Chér, 1967
Se dovessi indicarvi dei brani di Cher di questo decennio assolutamente da ascoltare, a parte Bang Bang che è un must, vi consiglierei All I Really Want To Do (All I Really Want To Do, 1965), il singolo di debutto di Cher, cover di Bob Dylan, un accattivante pezzo pop-folk che parla dell'amicizia dopo la fine di un amore; Needles And Pins (All I Really Want To Do, 1965), un classico pezzo anni '60, giocato tutto tra voce, chitarra e percussioni; The Girl From Ipanema (The Sonny Side of Chér, 1966) una delle poche incursioni, purtroppo, di Cher nella bossa nova; e come resistere al ritmo contagioso di It's Not Unusual (The
Backstage, 1968
Sonny Side of Chér, 1966), uno dei primi grandi pezzi pop, cover di Tom Jones; la malinconica ballata soul Sunny (Chér, 1966), che parte solo con la voce di Cher, per poi caricarsi dei suoni di tutta la band, uno dei testi più belli; la dolcissima Alfie (Chér, 1966), colonna sonora dell'ononimo film; a metà tra pop e jazz troviamo You Better Sit Down Kids (With Love, Chér, 1967), uno dei primi brani a parlare di divorzio, argomento tabù in quegli anni, un pezzo forte che spiega ai bambini cosa accadrà una volta che i genitori non saranno più insieme, un pezzo molto coraggioso registrato poi anche in italiano con il titolo di Bambini Miei Cari (Sedetevi Attorno); pezzo forte con un sound potente, maestoso, cupo, è Mama (When My Dollies Have Babies) (With Love, Chér, 1967), accompagnato da un coro di bambini, anche questo poi inciso in italiano; la chitarra iniziale di Go Now
3614 Jackson Highway, 1969
(
Backstage, 1968) è uno degli intro musicali più belli che abbia mai ascoltato, e ci indirizza verso il cambiamento musicale degli anni '70; il violino della ballata folk Reason to Believe (Backstage, 1968) vi stregherà e vi fa spingere replay ancora, ancora e ancora, solo archi e voce per un pezzo sublime che non ha bisogno d'altro; senza dubbio va menzionata The Click Song (Backstage, 1968), una canzone tradizionale africana, reinterpretata magistralmente da Cher, probabilmente il pezzo più “assurdo” della sua intera discografia; con For What It's Worth (3614 Jackson Highway, 1969) Cher fa un salto verso il rock, che tornerà, con un pizzico di indian-country, negli anni successivi; il pezzo più di carattere di questa fine anni '60 è I Walk
Chastity, 1969
On Guilded Splinters
(3614 Jackson Highway, 1969) dove jazz, pop, rock, soul e country si combinano in un pezzo incisivo anche se un po' ripetitivo; e concludiamo il nostro viaggio con Chastity's Song (Band of Thieves) (Chastity, 1969), una mid-tempo rock che, come il film di cui è colonna sonora, prende il nome dalla prima figlia di Cher, Chastity Bono (oggi Chaz Bono), e che chiude definitivamente gli anni '60 di Cher, i suoi lavori con Sonny, e il suo folk-pop.
Cher passerà al pop e al rock negli anni '70 e '80, con un approdo alla dance negli anni '90 e 2000, e un ritorno rock, pop, dance e ballad nel 2013 con Closer to the Truth, ma questa è storia recente, anzi recentissima...
La prossima settimana? Andremo negli anni '70, con un'altra grande diva della musica. Un indizio? La disco music vi dice nulla?

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4/ 5
Oleh