Visualizzazione post con etichetta cultura pop. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cultura pop. Mostra tutti i post

lunedì, marzo 12, 2018

Vita da bambola: Barbie, la vera icona femminista.


Quando si parla di Barbie di solito si pensa a un mondo rosa per bambine, un mondo lontano dagli adulti, e soprattutto dalla realtà. Nulla potrebbe esserci di più sbagliato di queste definizioni, soprattutto oggi che il fenomeno Barbie (nonostante i sali e scendi delle vendite), è ormai sempre più fuori dai confini fanciulleschi e sempre più di tendenza.
Quando è arrivata sul mercato, 59 anni fa, Barbie era 'semplicemente' una modella adolescente, con un guardaroba sorprendente, e novità assoluta per il pubblico delle giovanissime acquirenti; ma Barbie già allora era avanti a tutti, essendo la prima vera fashion doll della storia (la prima Barbie si ispirava alla Bild Lilli, bambola dell’omonimo personaggio fumettistico tedesco, non esattamente adatto ai bambini).
Barbie dimostra fin da subito di essere una donna indipendente (suvvia, Ken è più un accessorio che altro) e fin dai primi anni '60 si affaccia a carriere che all'epoca erano prettamente maschili (e arriva persino sulla Luna anni prima dell'uomo), dimostrando, come poi dirà molti anni dopo lo spot delle I Can Be (la linea dedicata agli oltre 140 mestieri che Barbie ha fatto in questi quasi 60 anni), che 'tu puoi essere tutto ciò che vuoi'.


Il falso mito che Barbie imponesse alle bambine di essere principesse o spose è portato avanti da chi, purtroppo ancora oggi, non si è mai affacciato veramente al mondo di Barbie (basterebbe fare un giro nei negozi di giocattoli per vedere quanti mestieri faccia Barbie, dalla cuoca all'architetto, dalla paleontologa all'apicultrice, dalla donna d'affari all'ingeniere robotico), etichettando il personaggio più amato del mondo come un fenomeno stereotipato che impone una certa figura femminile.
Già tutto questo cade facilmente come vi ho appena detto, dimostrando che Barbie già in tempi non sospetti (negli anni '70 era già stata astronauta, maestra, cantante, chirurga, hostess, infermiera...) mostrasse alle bambine un modello di donna che insegue le sue passioni, i suoi talenti, le sue aspirazioni.


Il secondo falso mito è quello che riguarda il corpo di Barbie, spesso molto discusso, insieme ai suoi tratti somatici. Barbie ha cambiato forme e corpo spesso nei decenni, sicuramente (ahimè?) seguendo i canoni di bellezza del momento. Questo è stato davvero un male? Non credo, perché se da una parte (come abbiamo visto con i mestieri) Barbie deve far imparare, come ogni gioco del mondo, deve ovviamente anche far sognare. Però Barbie non è certo restata con le mani in mano, imponendo una bellezza caucasica come unico punto di riferimento.
Alla fine degli anni '60 infatti Christie, la prima amica afro americana di Barbie, entra in scena, seguita negli anni '80 dalla bellezza asiatica di Miko/Kira/Marina, e dalla simpatia latina di Teresa, per poi arrivare nel 2015 a ampliare la scelta di etnie, colori e tratti somatici con le nuove Fashionistas.
La vera rivoluzione era già dietro l'angolo, e così nel 2016 Barbie diventa Tall (più alta), Petite (più bassa) e Curvy (più rotonda) per essere più somigliante a ogni tipo di donna, in modo che ogni bambina possa rivedere se stessa, le sue amiche, la sua mamma, e chiunque riconosca nelle sue bambole del cuore.
Il secondo falso mito dell'icona di perfezione e omologazione cade così miseramente.

Il terzo falso mito è quello che Barbie sia solo un prodotto per bambine. Quando negli anni '90 arrivano le prime bambole da collezione questo paletto cade, essendo questi prodotti destinati a un pubblico adulto e distinguendolo dalle playline, le bambole da gioco, quelle più accessibili ai bambini. Oggi con l'avvento dei social Barbie è una icona di stile, e uno degli 'oggetti' più fotografati al mondo, basta scorrere instagram per trovare migliaia di account dedicati a lei, fotografata in ogni luogo e ogni occasione.
Nel 2018 è ancora giusto pensare che solo le bambine femmine comprino le Barbie? No, assolutamente no, e questo la Mattel lo ha capito da tempo, e infatti nel 2015 nello spot Moschino Barbie compare per la prima volta un maschietto che gioca e ama la sua fashion doll. Barbie è per tutti, per tutti coloro che vogliono giocare e sognare, senza alcuna distinzione.
Terzo falso mito abbattuto.


L'ultimo falso mito, il quarto, che racchiude un po' tutto ciò che abbiamo detto è che Barbie, per il suo aspetto fisico, per la sua 'frivolezza', per il suo mondo rosa, è un cattivo esempio per le bambine, una fatua illusione, qualcosa di massa che annega l'individualismo.
Tutto ciò è una grandissima bugia, perché abbiamo visto che con i suoi mestieri Barbie insegna alle bambine, e ora possiamo dirlo, ai bambini, che da grande puoi essere tutto ciò che vuoi, con le sue differenze di peso, altezza, tratti somatici, colori, Barbie ci dimostra che si può essere belli in qualunque modo, con la passione degli adulti nel giocare e collezionare le Barbie si dimostra che quello di Barbie non è un mondo finto per bambini che vogliono semplicemente un giocattolo nuovo.
Poi non dobbiamo dimenticarci di tutte le aste benefiche, le iniziative di carità, l'impegno di creatori e collezionisti per temi che vanno dalla cura delle malattie infantili, alle raccolte fondi per scuole e borse di studio per i ragazzi più bisognosi. Barbie, i suoi creatori e i suoi fan sono sponsor di innumerevoli iniziative di questo genere, e spesso nessuno ne parla.
Marchi famosi in tutto il mondo e stilisti internazionali hanno creato abiti per Barbie e ne hanno associato il marchio, dimostrando l'importanza di qualcosa che non è semplicemente una bambola.
E infine arriviamo al tema scottante degli ultimi tempi, ovvero le Barbie ispirate a donne forti che hanno cambiato la storia, l'arte, la scienza, lo sport, la comunicazione. Qualcuno ha storto il naso vendendo una Barbie dedicata ad esempio a Frida Kahlo, ritenendo indegno vedere una grande artista ridotta a un prodotto stereotipato. Invece la Mattel da anni dedica delle bambole alle Sheroes, le Role Model del nostro tempo, quelle donne che hanno fatto o stanno facendo la storia nel loro campo, facendo così conoscere questi personaggi, di cui diciamocelo, si parla sempre troppo poco, a una generazione più piccola che così giocando imparerà molto di più. Infatti le donne a cui sono state dedicate queste bambole (per fare un nome italianissimo, Sara Gama, difensore e capitano della Juventus femminile e della nazionale italiana) si sono dette fiere e onorate di questo omaggio.


Allora, non sarebbe quindi l'ora di riconoscere a Barbie il suo valore di vera icona femminista, indipendente, che ha ispirato milioni e milioni di bambine nel mondo a inseguire sempre i propri sogni?
E poi, se è solo una bambola, tutto ciò che le si richiede, ai nostri figli non dovrebbe essere insegnato da noi invece che da un gioco?
Chissà, certo è che Barbie di strada ne ha fatta davvero tanta, e la donna è sempre stata omaggiata e esaltata da lei, mai resa ridicola o limitata in alcun modo.
Viva Barbie, l'ultima vera icona femminista.

mercoledì, febbraio 21, 2018

SEI UN MITO: perché certi fenomeni non torneranno più.


Siamo negli anni '90, il mondo è invaso dal pop, dalle radio alle tv, e personaggi come Madonna, le Spice Girls e le boyband hanno il dominio sul mondo. Sì, sul mondo, non solo sulla musica, perché gli anni '80 ci avevano già insegnato con la stessa Madonna, Michael Jackson e tanti fenomini più o meno duraturi che i veri divi idolatrati non erano più le star di Hollywood, ma i cantanti.
La musica era diventata finalmente il mezzo per permettere ai più giovani di esprimere il loro pensiero, per parlare di argomenti che loro stanno a cuore, per ribellarsi, e per far si che temi come amore, sesso, droga, solitudine e depressione non fossero più un tabù.
Nascevano così i veri e propri miti, quelli idolatrati dai teenager, ma capaci alla fine di estendere il loro potere a ogni generazione, come negli anni '60 era avvenuto già con i Beatles e Elvis.


Sì, perché sono la band inglese e il ciuffo più emulato di sempre i precursori di questo fenomeno, in tempi non sospetti, quando i ragazzi cominciavano ad avere una identità propria, cosa che avrebbe portato di li a poco al '68 e le rivolte giovanili.
Nascono così la Beatles-Mania e l'adorazione per Elvis, inizialmente solo tra un pubblico femminile e molto giovane, per poi rendere questi due mostri sacri della musica icone indiscusse di una intera generazione (e non solo!).
Ma i Beatles si sciolgono, Elvis e John Lennon ci lasciano, e nonostante il culto per loro resta intatto (se non accresciuto) ancora oggi, i nuovi giovani anno bisogno di nuovi idoli.


Michael Jackson, prima baby star nei Jackson 5, poi re del pop da solo, diventa forse il primo vero idolo mondiale afro americano (motivo per cui i suoi cambiamenti fisici successivi hanno creato tanto scalpore), portando così un più ampio respiro nel pubblico, specie di colore, mostrando loro che tutti possono arrivare così in alto (come poi farà Beyoncé, dando potere alle donne di colore nella musica come poche avevano fatto prima di lei).
Manca ancora però qualcosa, e la società, i giovani, ne hanno bisogno: una donna in vetta.
Non siamo qui per sottovalutare l'importanza di personaggi come Etta James, o Donna Summer, o l'unica donna ad avere una hit #1 in ogni decennio dagli anni '60 ad oggi, ovvero Cher, ma una donna che comandasse tutto il mondo, non solo quello della musica, e che rivoluzionasse il modo di comunicare doveva ancora arrivare.


E così gli anni '80 plasmano la figura più complessa, amata, odiata, discussa, articolata, geniale, provocatoria, furba che la storia della musica abbia mai avuto: Madonna.
La si può amare o odiare, la potete trovare geniale o insopportabile, ma Madonna è l'unica icona della musica che ha stravolto TUTTO, perché chi è seguito ha solo trovato la strada già spianata (da Katy Perry a Lady Gaga, passando per tutte le altre, il gioco era giustamente iniziato già 30anni prima).
Madonna è riuscita a conciliare la figura quasi angelica (provocatoriamente parlando) di Marilyn, una delle sue fonti maggiori di ispirazione, omaggiata durante tutta la carriera, con qualcosa che ancora mancava: la donna che abbatte le leggi maschiliste del mondo della musica e della comunicazione.
Potremmo parlarne per ore, ma è giusto arrivare ora agli anni '90, il culmine e la parentesi finale della creazione di questi miti (tutti idolatrati ancora oggi ancora più di prima).
In un mondo di boyband, dove le teenager andavano in disibilio e in crisi ormonali, piangendo alla comparsa di personaggi come Nick Carter (BackstreetBoys) o Gary Barlow e Robbie Williams (Take That), le figuri femminili, 'annientate' dalla luce incontrastata di Madonna, hanno bisogno di una nuova linfa.
C'è bisogno di un personaggio differente dalla Ciccone, per un pubblico sempre più presente nell'acquisto della musica, quello latino, una comunità crescente negli Stati Uniti, e quindi bisognosa di una sua star.


Così una ragazza texana, di origine messicana, porta il pop latino e la cumbia in vetta alle classifiche, conquistando un pubblico trasversale, di età e di etnia. Selena Quintanilla Perez, o semplicemente Selena, diventa una stella mondiale, con premi, riconoscimenti, pubblico, e diventa una delle prime star a avere una linea di abbigliamento, una bambola, un profumo, anticipando ogni cantante degli anni 2000. La parentesi di Selena culmina al massimo del successo, quando la sua assistente le toglie la vita nel 1995, distruggendo una carriera piena di successi, ma rendendo Selena una icona immortale, letteralmente venerata in ogni parte del mondo, con manifestazioni, musei, mostre, statue a lei dedicate. Ad oggi Selena, morta a soli 23 anni, ha venduto oltre 60 milioni di dischi.

Non stavamo parlando di boyband poco fa? Giusto giusto, un fenomeno che ogni decennio torna a 'colpire', New Kids on The Block, Take That, Blue, One Direction... fenomeni mondiali, ma che restano spesso legati a una fase generazionale (anche se le prime tre veterane band sono ancora attive oggi), e questa supremazia maschile ha avuto uno scossone (un crollo?), con un fenomeno che è paragonato solo a quello dei Beatles, ovvero la Spice-Mania, termine che oggi trovate anche sulla enciclopedia, insieme al Girl Power.


Non hanno certo bisogno di presentazioni, ma le Spice Girls hanno venduto più di ogni altra girl band, (seppure in meno anni di effettiva attività, 1996-2000), detengono il record di velocità di sold out per dei concerti (quelli del Reunion Tour del 2007), il maggior numero di tweet durante una cerimonia sportiva (la loro esibizione del 2012 alle Olimpiadi), e ancora nel 2018 la news della loro reunion, con una semplice foto su instagram, il tema più discusso di questo nuovo anno.
Insomma in 22 anni il fenomeno pop non ha smesso di riscuotere successi, sopra ogni aspettativa. Le Spice Girls sono state forse la 'mania' più grande, il che spiega forse l'immutato successo ad ogni loro comparsa nonostante tanti anni di silenzio. Ogni marca del mondo negli anni '90 è stata pubblicizzata da loro, le loro apparizioni televisive erano quotidiane in ogni parte del mondo, tutti conoscevano e conoscono le loro canzoni, ad ogni età, ogni ceto sociale, ogni regione del pianeta. Lo 'Spiceworld' è un fenomeno globale di dimensioni pazzesche, inarrestabile ancora oggi. Tutti amavano e amano le Spice Girls, un fenomeno non ripetibile per nessuna band successiva, neanche quei tanto amati One Direction, il cui immenso pubblico resta comunque formato da adolescenti, che stanno crescendo molto in fretta, e che per la globalizzazione dei gusti musicali, attraverso i social e la musica digitale, cambieranno 'direzione' in fretta.
Le Spice Girls hanno insegnato sì alle ragazze a essere forti, consapevoli del loro corpo, a indossare ciò che le fa sentire bene e non necessariamente sta bene, ma soprattutto a essere se stessi e amarsi, motivo per cui sono icone gay indiscusse, le Spice Girls sono come noi, sono ragazze comuni che non indossano look abbinati, non sono comandate da nessuno, sono al potere di loro stesse.
Gli anni Novanta finiscono, le folle immense, le ore davanti la tv a aspettare un video o una apparizione, le patatine o le lattine con i nostri idoli sopra stanno per essere spazzati via dal web, e una serie di infinite meteore (gli anni 2000 sono un calderone di ritorni o brevi arrivi), ma un ultimo mito nasce tra il 1998 e il 1999, il mito di colei che sarà una stella fortunatissima e poi sfortunata, ma che riuscirà a riprendersi tutto rinascendo, unico esempio moderno di come il successo ti distrugge ma che l'amore del pubblico ti rialza e ti riporta al posto che ti spetta di diritto.


La gabbia d'oro in cui nasce il sogno americano di Britney Spears, l'artista più seguita e cliccata al mondo negli ultimi due decenni, diventa una prigione quando al culmine del suo successo, un successo gigantesco per una semplice ragazzina della Luisiana, tutti vogliono un pezzetto di lei, del suo successo, della sua vita. Britney incarna il sogno di gloria di tutti gli americani, è amata da tutti, e questo è un peso immenso, e quando cade il mondo piange insieme a lei, e il pubblico le porge una mano, così quando si rialza diventa l'esempio migliore per tutti i ragazzi e le ragazze al mondo di come ognuno di noi possa affrontare tutto e riprendere in mano la propria vita (il meme 'se Britney ha superato il 2007 io posso superare questa giornata' è popolarissimo e stampato persino su magliette e tazze). Britney è la star umana, l'ultimo mito del pop, quello che, lontano dall'eterea figura di Elvis diventa una di noi, diventando per i suoi successori un fenomeno senza mai più pari.

I successi galattici nel mondo della musica non sono mancati dopo, da Justin Bieber a Lady Gaga, da Beyoncé agli One Direction, da Jennifer Lopez a Ariana Grande, così si potrebbero citare prima di loro Cher, i Rolling Stones, i Take That, Kylie, Mariah e tanti altri, ma coloro di cui vi ho scritto oggi hanno avuto la capacità di portare il loro potere fuori dalla musica, di unire anche chi non seguiva il loro genere musicale, di spezzare barriere e tabù, di far credere in se stessi anche chi si sentiva in minoranza. Per questo nel mondo dei social, di iTunes, dello streaming, del tutto accessibile a tutti, non può nascere un nuovo mito, e certi fenomeni non torneranno più.

mercoledì, ottobre 08, 2014

Vita da bambola: che l'oscurità sia con te!

Barbie è finalmente tornata dalle sue interminabili vacanze, e dopo "Vamos a la playa" questo mese è pronta a mostrarvi il suo lato più oscuro, alla conquista del male. No, non sto scherzando, anche Barbie sa essere cattiva e spettrale, e grazie alla mano di grandi stilisti ha sfoggiato negli ultimi anni dei look davvero inaspettati. 

Haunted Beauty Mistress of the Manor (2014)
Sicuramente la più attesa del 2014. Portando il suo candelabro e le chiavi padronali, accoglie gli ospiti con indosso una giacca color prugna con una gonna dello stesso colore, molto larga e con drappeggi. Vari ricami neri arricchiscono i bordi dell'abito. Una larga striscia bianca attraversa i capelli neri, che sono tirati indietro in uno chignon. Orecchini , una spilla cammeo e stivali in stile vittoriano sono i suoi eleganti accessori, insieme al libro "Life in the Scream House".

Queen of the Constellations (2013)
Regalmente vestita con un abito metallico dorato con un corsetto e un mantello a strisce sempre metallico e color oro, la Regina delle Costellazioni è una presenza imponente. Gli abbellimenti d'oro  includono una corona futuristica, colletto con ornamenti, e spalline squadrate. I capelli rossi con striature nere sono acconciati in ciocche molto grandi intrecciate tra loro. Una carnaggione chiarissima e un trucco particolare. Spicca il rubino sul corpetto.

Faraway Forest Elf Barbie (2014)
Prima della collezione magica , con le orecchie a punta e la fantasia del costume, una miscela di texture di ispirazione e colori forestali. Di velluto verde il mantello con cappuccio, che indossa sopra una lunga gonna, un corpetto con lacci e stivali fino alla coscia. Gli accessori includono un diadema , bracciali e cinture. Un bastone di legno intarsiato, con in cima un diamante completa il suo look.

Bob Mackie Princess Stargazer (2014)
Questa spettacolare fata è vestita con una candida e scintillante tuta con un fiore sul corpetto con ricami e ali che riprendono i materiali e le decorazioni del fiore. Lei è perfetta, dai lunghi capelli fluenti di varie sfumature di viola alla sua antenna, alle sue orecchie delicate da fata e piccoli stivaletti a punta. Intelligente e maliziosa, lei è assolutamente incantevole. Il trucco deciso completa il tutto.

Haunted Beauty Vampire (2013)
La bambola indossa un abito rosso e nero di chiffon, molto ampio sia nella parte superiore che nella gonna. La bellezza dell'abito è accentuata da gioielli elaborati, presenti al collo e in vita stile impero, rossi con rifiniture color oro. Il suo cappotto rosso di ispirazione gotica termina nelle maniche con bracciali che riprendono gli altri gioielli. Con i suoi capelli corvini, la pelle pallida, le labbra cremisi e delicate "zanne" bianche vi lascerà assolutamente incantati.

Empress of the Aliens Barbie (2012)
L'imperatrice regna in un abito lungo fino al pavimento, di un tessuto iridescente e scure texture rettile viola. Maniche di chiffon drappeggiate sono arricchite da una armatura di due tonalità metalliche sulle spalle e sul corpetto. Le sue braccia e le gambe sono cinte da polsini ornati e tacchi splendidamente predisposti. Capelli all'insù sul davanti, che scendono sulla schiena sul di dietro, e una mantella che scende dalle spalle. Trucco audace per un look intergalattico.

Goddess of the Galaxy (2011)
Questo audace bellezza indossa un corsetto metallico sagomato impreziosito da "gioielli" fucsia, una sottogonna a strati di tessuto scintillante, un mantello gessato, e argentei polsini su avambraccio e gambe. Anelli d'argento orbitano sulle trecce biondo platino contorti, e il suo viso è truccato in maniera appariscente, con ciglia piumate. Stivali alti fino alla coscia, con uno sguardo che dice che lei è qui per conquistare il favoloso universo favoloso in modo feroce!


Haunted Beauty Ghost (2012)
Indossa un etereo abito bianco sporco con corpino aderente, maniche a campana, e gonna con orlo a brandelli. Una catena argentea avvolge il suo corpo. Lunghi capelli platino e viso bianco.

mercoledì, aprile 16, 2014

Vita da bambola: che outfit coraggioso!

Coraggio, coraggio, coraggio.
Sentivo la necessità di un nuovo appuntamento con "Vita da bambola", ma il coraggio non mi ispirava nulla. La tv era accesa, e si parlava di moda, e vedevo tutte quelle copertine, tutti quei photoshoot, e li ecco arrivare l'illuminazione. Gli outfit più coraggiosi di Barbie.
Perchè Barbie sarà bellissima ed elegantissima, ma tante volte è davvero fuori le righe per i suoi abiti, alcuni davvero davvero impresentabili. Tra colori accecanti e gonne pompose, ne vedrete davvero delle belle oggi.
1967 Pajama Pow: partiamo con questo pigiama hippie, che sembra tutto tranne che comodo per dormire, abbinato ad orecchini e scarpette, decisamente non da letto. I miei occhi fissandolo vedono come un vortice che li risucchia, tipo serpentina psichedelica.
1971 Peasant Dressy: ok siamo negli anni '70, ma sul serio, chi si metterebbe mai un vestito del genere, e come potrebbe mai piacere ad una bambina una bambola vestita come una ragazza di montagna durante la tradizionale festa della caciotta?
1972 Flying Colors: i colori si sprecano negli anni '70, e questo abito ne è la dimostrazione. Siamo sempre sulla scia abito tradizionale/country/montagna/Svizzera-Spagna-sola-andata. Questo abito mi fa pensare alla carta crespa che usavamo per fare i lavoretti a scuola, o quella carta arricciata che viene usata alle volte nelle composizioni floreali.
1985 Rockers Barbie: facciamo un salto di ben 13 anni, e troviamo due degli outfit davvero più hot di questa carrellata, perchè Barbie in versione rock fa sempre impressione, ma in questo caso ci sta tutta. Tutta l'eccessività (e il pacchiano) degli anni '80 in questa Barbie ribelle, tra ombretto esagerato, capelli cotonatissimi e colori abbaglianti.
1989 Pink Jubilee Barbie: direttamente uscita dal domopack. Fasciata in questo abito argento, che fa molto carta stagnola o principessa aliena, Barbie e i suoi immancabili brillozzi anni '80 (li ricordo anche sulle Barbie anni '90 di mia cugina), luccicano con questi capelli così biondi da sembrare quasi bianchi.
1991 Bob Mackie Starlight Splendor Barbie: dove siamo? al Carnevale di Rio? Può darsi, certo è che io questi abiti stile showgirl paiettata li ho sempre odiati. Decisamente bocciato questo outfit.
1995 Bob Mackie Goddess of the Sun Barbie: no vabbè, Barbie che si trasforma nella dea del sole mi mancava, e questo è l'abito più assurdo che io abbia mai visto. Sul serio, come può piacere a qualcuno questa cose assurdamente esagerata?
1996 Midnight Waltz Barbie: Barbie si trasforma in una sorta di principessa Sissi in questo terribile abito nero e bianco. I due colori insieme, continuamente intrecciati, appesantiscono l'abito, ed è tutto troppo pomposo,persino per Barbie. Quel giro di perle ovunque poi...
1996 Statue of Liberty Barbie: ebbene si, anche Barbie si è vestita da Statua da Libertà, ma non con un abitino verde stile pietra ossidata, ba fasciata dai colori della bandiera americana, ovviamente luccicanti, con corona e fiaccola color oro. Correggetemi se sbaglio, ma la Statua della Libertà non ha mica la borsetta...
1997 After the Walk Barbie: oggi ho fatto la scoperta di numerose Barbie dedicate alla Coca Cola, tutte con abiti dei primi del Novecento. Vogliamo parlare di questo stile gelataia vintage? Il rosso e il bianco insieme stanno così male...
1997 Country Rose Barbie: penso che i cinque outfit che arrivano adesso siano i più esilaranti. Partiamo da Barbie campagnola cantante country, tutta in rosso, di una "eleganza" che neanche la signora del West.
1997 George Washington Barbie: vi giuro che sono due ore che non riesco a smettere di ridere. Perchè questa è Barbie...vestita da George Washington...con la giubba fucsia. Devo commentare oltre?
1998 Rendezvous Barbie: vogliamo parlare di quanto sia fantastica Barbie vestita da regina delle squadrette e dei goniometri? Questa è azzardatissima, pacchiana, ma la comprerei al volo.
1999 Bob Mackie Le Papillon Barbie: è come se Malefica invece di un drago si trasformasse una farfalla, rigorosamente nera e rosa. Va bene il collezionismo, va bene la moda, va bene essere eccessive, ma questo è davvero troppo.
1999 Bob Mackie The Tango Barbie: colori meravigliosi, posa divina, quelle scarpette deliziose. Eccessiva e coraggiosa, mi piace davvero questa qui. Il viso però no, trasmette malinconia più che raffinatezza.
2001 Fire and Ice Barbie: solo a me questa regina delle olimpiadi invernali, da molto di Brigitte Nielsen? Adesso,somiglianze vip a parte, super sexy nella sua tutina brillantinata, questa Barbie si distacca molto dai canoni classici, e non solo lei...
2004 Lounge Kitties Collection Doll: Questa si che si allontana dai canoni classici della Barbie. Ed è anche la bambola più kitsch che io abbia mai visto. Nella sua tutina leopardata, con orecchie tanto di coda felpata, questo è il peggior outfit di Barbie di oggi. Amore, coraggiosa si, ridicola ti prego no...
2008 Batgirl Barbie: questa piacerebbe a mio fratello, patito di fumetti e di Batman. Questa Batgirl sberluccicante è davvero sorprendente, con mantello color oro che la rende la diva di sempre, anche vestita di pipistrello.
2008 Hard Rock Cafe Barbie: Barbie principessa non fa per voi? Allora eccola in versione punk, con capelli bicolore, calze a rete e abitino scozzese sexy. Ma siamo sicuri che sia Barbie?
2010 Pop Icon Barbie: concludiamo con una splendida, coraggiosa, eccessiva, autocelebrativa Barbie, dal viso anni '70/'80, una posa da diva, un abito splendido che si conclude in una ampia gonna dopo il tubino, che sembra la folta chioma bionda di Barbie stessa, con il suo faccino che spunta tra i boccoli biondi.
Insomma, comunque si vesta, Barbie riuscirà sempre ad attirare la nostra attenzione, nel bene e nel male, e sarà sempre la più coraggiosa nello scegliere i suoi abiti.
Non vorreste vivere nel suo armadio? Che poi, ne avrà solo uno di armadio Barbie, o la sua cabina armadio è una villa, come quelle di Mariah Carey e Paris Hilton?

sabato, marzo 08, 2014

Girl Power! Siamo donne!

photo credits: Girl Power by PrinceEricArt
Oggi non avevamo voglia di festeggiare le donne in maniera tradizionale, volevamo farlo a modo nostro, volevamo farvi cantare, ballare, ridere e piangere in un puro stile Prudence, ed è per questo che ho realizzato una playlist davvero particolare, con alcuni dei brani femminili che a mio parere, rappresentano al meglio il Girl Power. Che dire, auguri a tutte le donne, anche a quelle che preferiscono non festeggiare l'8 marzo, e siamo sicuri che la playlist di oggi riuscirà a strappare un sorriso anche alle donne che purtroppo oggi non hanno nulla da festeggiare, perchè la vita non glielo concede. La musica unisce le persone, e serve a far passare, anche per il tempo di una sola canzone, cattivi pensieri e gravi preoccupazioni. Girl Power!

mercoledì, febbraio 12, 2014

Vita da bambola: oggi mi sposo!

Mancano solo due giorni a San Valentino, e ho pensato che il terzo appuntamento con "Vita da bambola" non poteva che essere dedicato al momento più romantico nella vita delle nostre amiche made in plastic, ovvero il matrimonio. Con Barbie esploreremo il mondo delle bambole spose in questo special tutto pizzi, merletti e bianco abbagliante.
Barbie sposa è stata vestita anche da grandi stilisti e l'abbiamo vista in tanti look, dal più tradizionale al più moderno, ma tuffiamoci in questa carrellata... 

Carolina Herrera Bride Barbie indossa un abito elegante, perfetto per il matrimonio più romantico. Le perline arricchiscono il pizzo ecru. Il corpetto di raso è attraversato da un nastro d'organza. Il bel velo di tulle è bordato con pizzo e impreziosito da perle finte. Nastri azzurri decorano le scarpe. Il bouquet di rose bianche e gli orecchini completano questa bella sposa. (2005)

Vera Wang Bride: The Traditionalist Barbie cattura il lusso, dettagli impeccabili, e di lavorazione superiore che fan riconoscere il tocco di Vera Wang. Basato sul celebre abito "Dovima", è dotato di un corpetto senza spalline e vita a sirena, gonna a fioritura. Il modello ad acquerello sulla overskirt di tulle è giocoso e sofisticato, e riflette l'approccio della stilista agli abiti da sposa. (2011)

Blushing Orchid Bride Barbie fa parte dell'edizione limitata Wedding Flower Collection. Lei rappresenta la bellezza e l'importanza dell'orchidea durante i matrimoni. Indossa un abito da sposa in raso blush morbido con strati di tulle scintillante bordato in nastro. Pizzo iridescente copre il suo splendido corpetto, che si assottiglia drasticamente in petali lunghi che simulano un'orchidea. Incornicia il suo viso delicatamente dipinto a mano, il velo che scorre in due livelli da un doppio cerchio di perle, abbinate i suoi gioielli e anche le piccole perle sui guanti e nel suo bouquet. Tutto ciò che è bello, magico e romantico su una sposa il giorno delle nozze è rappresentato in bambola. (1997)

Wedding Party Barbie indossa una graziosa riproduzione della Wedding Day del 1959. Il suo abito di pizzo, velo e fiori di accompagnamento rendono questa bambola una splendida sposa. Barbie ha il trucco e il viso originale del 1959 con iris bianchi, e la famosa coda di cavallo bionda. (1989)
Vera Wang Bride: The Romanticist Barbie cattura il lusso, dettagli impeccabili, e di lavorazione superiore che fan riconoscere il tocco di Vera Wang.  Creata sotto la direzione della stilista stessa, questa bella bambola e il suo vestito incarnano il romanticismo della sposa. (2008)
Romantic Rose Bride è graziosa e bella come il fiore dal quale prende il nome. Il suo sontuoso, corpetto è costellato di rose e perle finte cucite a mano. Il suo squisito strascico, è accentuato da rose, è modellato dopo pizzi antichi come il delicato tubino avorio che le cinge la vita, anche questo con vistose rose di raso, come la gonna. I suoi capelli ramati vengono raccolti pudicamente, e nelle sue mani, tiene un bouquet di delicate rose artigianali. (1996)
Maria Therese è il simbolo dell'eleganza matrimoniale. Vestita con un abito di raso sublime coperto in organza rifilato in raso, e bottoni di perle finte. Il suo corredo per il giorno del matrimonio includono un velo di media lunghezza, una sottoveste, collant, un delicato bouquet di fiori, e, naturalmente, una giarrettiera blu. Orecchini di perla di faux a goccia, labbra rosso rubino, e i capelli sono raccolti in alto con eleganza. (2002)
Bob Mackie Empress Bride, la quinta della collezione di Bob Mackie, è considerata da molti la sposa più bella da collezione. Indossa un abito di broccato color avorio con ricami d'oro in un disegno, gonna di tulle a pieghe, diadema con strass, il velo e perline girocollo. (1992)
Couture Confection Bride indossa un abito leggiadro, con un velo come zucchero filato, impreziosito da pietre colorate, rosa, stretto ed aderente, che dona sia dolcezza che sensualità alla sposa. Il copricapo è molto particolare, anch'esso impreziosito da pietre di diversi colori, così come il bouquet. L'abito sul fondo si allarga e riprende il tessuto del velo. Impreziosita da orecchini di diamanti di Swarovski. (2006)
Concludo con una notiziona. Lo sapete che Barbie non è stata solo sposa, ma anche damigella? Ebbene si, nel 1991, la sua migliore amica, Midge, si è sposata con Alan, e Barbie e Ken sono stati damigella e testimone dello sposo, accompagnati dai piccoli paggetti Kelly e Todd. Erano acquistabili sia singolarmente, che in questo maxi box con tutti i personaggi al completo (The Wedding Party Midge Gift Set), davvero imperdibile. 

mercoledì, febbraio 05, 2014

Ti giuro amore è un amore eterno, se non è amore me ne andrò all'inferno.

Ambra Angiolini canta T'appartengo a Non è la Rai (1994)
Il titolo dice già tutto. Cosa ha tirato fuori il vostro Gab come primo articolo sull'amore?
Sono tornato negli anni '90 per condividere le canzoni d'amore di quegli anni. Quelle canzoni che sono diventati dei classiconi sul filo del kitch e del tormentone adolescenziale.
Sì, perchè il bello degli anni '90 era che tutti conoscevano le parole di tutte le canzoni, tutto diventava tormentone, e tutti segretamente cantano queste canzoni ancora oggi.
Questi pezzi prendevano il vostro cuore e lo strapazzavano tanto da farvi cantare accaniti, anche se nei vostri 6 o 7 anni di età ovviamente non avevate ancora vissuto nulla di simile.
Potrei partire da uno degli ultimi esempi, quando nel 1997 Paola&Chiara vincono Sanremo con "Amici come Prima" e tutte le adolescenti che si lasciavano con il fidanzatino volevano tenerselo con la scusa di restare amici.

"Amici come prima"
mi costa una fortuna
riuscire ad ammettere che
e' stato solo un gioco
un affare da poco
ma sono innamorata di te

Oh e quanti ragazzetti si credevano Jovanotti cantando una "Serenata Rap" alla fidanzatina? Vi confesso, ero davvero piccolo, ma la cantavo anche io, alla mia mamma, ovviamente.

Affacciati al balcone rispondimi al citofono
sono venuto qui col giradischi e col microfono
insieme al mio complesso per cantarti il sentimento
e se tu mi vorrai baciare sarò contento
e questa serenata è la mia sfida col destino
vorrei che per la vita noi due fossimo vicino
una serenata rap per dirti che di te
mi piace come mi guardi mi piace come sei con me

Volete farmi credere che da piccoli non avete mai spento il lampadario della vostra cameretta ed accesa la lucetta sul comodino per cantare tutti contriti "Come Mai" degli 883 con un uniposca in mano a mo di microfono?
Io lo facevo sempre, perchè devo confessarvi, da piccolo impazzivo per gli 883. E ho sempre amato queste struggenti canzoni d'amore. Immaginatemi davanti allo specchio a 5 anni a cantare "dimmi come mai, ma chi sarai, per fare questo a me, notti intere ad aspettarti, ad aspettare teeeee...".

Ed eccoci al momento cult per eccellenza, con un programma che incollava milioni di future aspiranti vallette e futuri gay come me davanti alla tv. Non puoi dire di aver vissuto davvero gli anni '90 se il pomeriggio non ballavi davanti alla tv con Non è la Rai. Il vero cult italiano degli anni '90. Cosa centra con l'amore?
Se avete letto il titolo dell'articolo avete già capito. Il programma ha lanciato Ambra, ma soprattutto ha lanciato il pezzo pop italico d'amore cult di quegli anni, quello che ogni ragazzina cantava in lacrime davanti alla tv, e che ogni bimbo come me cantava imitando le iconiche mossette di Ambra davanti allo specchio. "T'appartengo" scatenava tutta la passione in te, ti sentivi innamorato, deluso e poi di nuovo innamorato, seppure avevi solo 6 anni. Il testo lo sanno ancora tutti e segretamente la cantiamo ancora tutti davanti al pc quando qualche coraggioso la ripubblica su facebook.
Mettetevi una camicia bianca, una cravatta a quadretti, divaricate le gambe, puntate il dito in avanti e cantate...

"Ti giuro amore è un amore eterno, se non è amore me ne andrò all'inferno, ma quando ci sorprenderà l'inverno questo amore sarà già un incendio [...] prometti, per sempre sarà, prometti, indietro non si tornerà. T'appartengo ed io ci tengo e se prometto poi mantengo, m'appartieni e se ci tieni tu prometti e poi mantieni. Giura!"

venerdì, gennaio 24, 2014

Vita da bambola: l'inizio di una collezione.

photo credits: girl enchanted
Un giorno guardi una vetrina, vedi una bambola sberluccicosa, e decidi che quella sarà la tua amica per la vita. Arrivi a casa, apri la scatola, sganci tutti quegli intricati laccetti di metallo, ed eccola la, la tua bambola, che porti sempre con te, anche a dormire. I primi giorni la metti nella scatola con cura, poi cominci a perdere una scarpetta, si sfila un nastrino del vestito, i capelli si increspano, poi le cambi vestito, anche la seconda scarpetta è andata, la faccia un po annerita, e infine un giorno ti credi il parrucchiere delle star e le tagli anche i capelli.
Un giorno guardi una vetrina, vedi una bambola sberluccicosa, e decidi che deve essere nella tua libreria in bella mostra. La porti a casa, le scatti delle foto, le posti su Flickr, nel gruppo dei collezionisti di facebook, e la cataloghi con cura, e non la togli neanche per un secondo dalla scatola. Sei li impassibile ad ammirare la luce riflessa sul lucido della scatola. E maledici il giorno in cui da piccolo hai tagliato i capelli a quella bambola, che oggi varrebbe una fortuna, e sarebbe un grandioso pezzo da collezione.
Sì, perchè una bambola può avere due vite: essere comprata da una bambina che prima o poi la ridurrà in pezzi, o essere comprata da un adulto, che la tratterà meglio della moglie.
Iniziare una collezione, nel campo delle bambole, vuol dire che qualcosa vi ha colpito, qualcosa di speciale, qualcosa che ha stuzzicato la vostra fantasia, qualcosa che vi spinge a colmare un vuoto con mille scatole glitterate, o di ritornare bambini tra spazzole e scarpette di plastica. Oppure semplicemente amate quel mondo, quel mondo che profuma di nuovo, che brilla in ogni angolazione, che vi ammalia con i suoi mille colori e mille dettagli. Un buon collezionista di bambole deve saper distinguere due abiti praticamente uguali, differenziati da un risvolto di una manica di un colore diverso, o da una acconciatura da un lato diverso, perchè fabbricate in nazioni diverse, o perchè di anni diversi.
Lo stesso personaggio può assumere aspetti diversi, seguendo le mode e i progressi nel campo della produzione di quella marca. E devi essere disposto a spendere, e anche tanto.
Se da bambino la bambola la sbattevi ovunque, ora ti si spezzerebbe il cuore anche se un angolino della scatola si arricciasse o piegasse.
Il mondo dei collezionisti è molto preciso ed attento, ben organizzato, e molto molto difficile.
All'inizio si possono commettere tanti errori: non riconoscere pezzi rari e svenderli, spendere troppo per una bambola non poi così introvabile, confondere marchi o edizioni. Bisogna essere attentissimi agli acquisti sul web, e bisogna imparare a selezionare le qualità delle varie bambole, per dimensione, rarità, marchio, tiratura (ebbene si, anche le bambole possono avere tiratura limitata).
Ma quali sono gli errori da evitare per iniziare a collezionare le bambole?

1) Se siete un newbie del collezionismo, vorrete comprare tutte le bambole che trovate, al momento, senza aspettare occasioni, senza informarvi sul loro valore, e sulle vere qualità dell'oggetto. Prima dovreste informarvi,  conoscerle, e infine comprare. Non comprate prima  di sapere veramente cosa avete davanti.

2) Non tenete la vostra collezione per voi. Che gusto c'è a non condividerla con nessuno? La cosa più bella è entrare nella rete dei collezionisti, il web aiuta tantissimo oggi in questo campo. A parte avere sempre un confronto e nuove info sulle bambole, troverete degli amici con cui condividere la vostra passione. A parte i classici social (facebook e twitter), flickr raccoglie un grandissimo numero di collezionisti di bambole, che si divertono a fotografarle nelle pose più svariate. Fate ricerche anche su tumblr e pinterest.

3) Visitate mostre, bancarelle, negozi e negozietti. Sfogliate le collezioni degli altri. Non limitatevi a notare cosa c'è al momento in vendita su ebay. Spesso le info sono limitate (o sbagliate), e c'è molto di più da acquistare in giro, e magari anche ad un prezzo più accessibile. Non fermatevi mai al primo pezzo.

4) Dovete dare un senso alla vostra collezione. Non ha molto interesse o valore acquistare bambole random, di serie tutte diverse, di personaggi tra loro non collegati e di marchi differenti. I due filoni principali sono quelli delle Barbie (con le varie collezioni), e i personaggi Disney. 

5) Tenetele nelle scatole! Qualcuno, anche grandi collezionisti, vi dirà che è noioso tenerle li senza poterci giocare. Ma alcune delle scatole moderne delle bambole, una volta aperte non si possono più richiudere, e il tutto perde valore (economico ed espositivo). E' bello avere le scatole, è come se fossero le loro case, un mondo loro, nelle quali inoltre la bambola si conserva al meglio. E' inutile sottolineare che una bambola ancora nella scatola ovviamente vale molto di più di una bambola buttata su di una mensola con i suoi oggetti sparsi.

6) Le Guide dei prezzi sono essenziali per la raccolta. E’ necessario avere un qualche aiuto che ti guidi per la  raccolta,  e che ti aiuti a valutare la tua collezione. Ma non diventare schiavo delle Guide dei  prezzi. Potete trovare grandissime occasioni e grandissime truffe, specie se acquistate sul web. Dovete sviluppare il naso per questi affari, fatevi guidare da un occhio attento, il vostro, una volta allenato per bene.

Volete sapere poi come determinare il valore delle vostre bambole? Ecco la seconda guida di oggi:

a) Esamina la tua bambola attentamente e annota eventuali danni causati da usura o difetti. In presenza di danneggiamenti, il valore del giocattolo diminuisce.

b) Sappiate che una bambola che non è mai stata rimossa dalla scatola (NRFB) vale molto di più. Rendetevi conto che una bambola rimossa dalla scatola originale, o addirittura con le fattezze alterate, anche se forse più bella o rara, vale meno per i collezionisti.

c) Essere consapevoli del fatto che la data che la bambola porta impressa sulla schiena, non è la data in cui è stata prodotta. Questa data si riferisce alla data di creazione dello stampo.

d) Generalmente, una bambola riprodotta in meno esemplari rispetto ad altre vale molto di più.

e) Determinare se si dispone degli accessori originali della bambola. Una bambola vale di più se indossa il vestito e tutto ciò che aveva al momento della vendita .

Vi ho fatto pentire abbastanza di aver rasato la vostra bambola a 10 anni? Bene, il pentimento e il perdono per se stessi per le proprie bambole dell'infanzia, è il primo passo per ricominciare a comprarle, questa volta da adulti.