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sabato, novembre 02, 2013

Eventi Prudenti: Giuseppe Del Buono (mostra personale)

copertina de "Il Nuovo Male" illustrata da GDB
Lunedì pomeriggio ero fermo, fuori dal bar, a vedere la gente che entrava, che guardava, a cercare di percepire i loro commenti.
Ero fermo li fuori e non entravo, non avevo ancora visto la mostra ma i lavori li conoscevo, e preferivo restare li a captare le impressioni degli altri.
E' una strana sensazione vedere la gente ammirare qualcosa che conosci già, essere spettatore esterno che a sua volta guarda gli altri spettatori, con curiosità.
L'autore della mostra è li, mi saluta con un cenno del capo all'inizio, non serve altro, lo conosco, e immagino anche che sia già agitato di suo, senza il bisogno di fargli domande o alcuna pressione.
"Mi hanno chiesto di parlare, di fare un discorso, ma che devo dire, ci sono già i disegni..." mi racconta.
Vi starete chiedendo di cosa sto parlando dunque, di che disegni si tratta.
Il disegnatore barese Giuseppe Del Buono ha inaugurato lunedì 28 ottobre una mostra dei suoi lavori presso la caffetteria "Musa Sapori Saperi" a Bari, che sarà visitabile fino al 30 novembre.
Schizzi, vignette, racconti, illustrazioni, frutto della mente e della mano di GDB, che rappresentano la nostra società ma non solo. Potrei tediarvi con lusinghe ed aneddoti (vi sarete accorti che abbiamo lo stesso cognome no?) ma lascio direttamente la parola all'artista, che vi spiegherà meglio l'intento della mostra.
Come nasce l'idea di questa mostra?
La mostra è nata per fare un resoconto degli ultimi lavori per me più importanti, vedere esposte tutte insieme alcune delle vignette satiriche delle riviste per cui disegno, i disegni a cui sono più affezionato e i primi schizzi di quelli che sono progetti futuri.
La tua passione per il disegno nasce come hobby, come si è trasformata in una professione?
Il disegno secondo il mio punto di vista, ma credo l’arte in genere, debba tenersi distante dall’essere una professione vera e propria perché si verrebbe a perdere l’attimo di ispirazione che personalmente mi porta a prendere la matita in mano e a lungo andare diventerebbe un’azione di routine.
C'è un filo conduttore nella mostra? Come sono stati scelti i disegni esposti?
Ho scelto disegni che rappresentano abbastanza bene, in una specie di veloce riassunto, i lavori di questi ultimi due anni, ci sono alcune vignette pubblicate su Il Nuovo Male, una storia a fumetti pubblicata su Frigidaire, diversi personaggi fiabeschi in cui unisco il tratto a matita all’inchiostro nero, disegni che sono stati utilizzati per illustrare copertine di libri e riviste, e inoltre ho scelto alcune tavole ispirate alle storie di fantascienza di Moebius.
Quali sono le tecniche di disegno che usi maggiormente?
Al momento utilizzo i pennarelli Pantone, perché permettono di utilizzare una quantità infinita di gradazioni di colore e di colorare anche velocemente un vignetta. Uso anche i pastelli e spesso una semplice penna Bic che può dare molte soddisfazioni.
Cosa pensi, o speri, colgano i visitatori della mostra vedendo i tuoi lavori?
I visitatori penso e spero coglieranno un certo distacco con la realtà, un territorio a metà tra il vero e il surreale che credo si noti anche nella paradossalità delle vignette satiriche. Diciamo pure che il realismo applicato al disegno non mi interessa.
Tre motivi per non perdere assolutamente la tua mostra...
Uno dei motivi è che a Bari non ci sono molti spazi per esporre e per farsi conoscere, quindi è sempre benvenuta la possibilità per il pubblico di vedere qualcosa di nuovo, il secondo è che mi fa piacere mostrare i lavori di questi due anni molto impegnativi e il terzo è che l’ingresso alla mostra è gratuito.

La mostra è visitabile dal 29 ottobre al 20 novembre 2013, presso Musa - Sapori & Saperi (in corso Benedetto Croce 18 a Bari), e l'ingresso è gratuito.

Bari (Bari)
Musa Sapori Saperi
Inaugurazione lunedì 28 ottobre ore 18.30.
Apertura lun-gio 8/20; ven-sab 8/01; domenica chiuso
ingresso libero
Info. 080 926 2863080 926 2863

martedì, ottobre 08, 2013

Diario di viaggio: seconda tappa. Modigliani et l'Aventure de Montparnasse.

Milano. Ancora con le orecchie pulsanti vengo catapultata dal mondo affascinante della musica a quello misterioso dell'arte. Dai Depeche Mode a Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti.
Mi addentro in un viaggio dalle sfumature sconosciute, in una mostra del tutto inedita a Palazzo Reale. La collezione Netter per la prima volta in Italia. Uno scorcio della Parigi negli “anni folli”, da Montmartre a Montparnasse, nel cuore pulsante dell'avanguardia culturale.
Ritratto di Chaim Soutine, Modigliani
Non sono un'intenditrice d'arte ma le emozioni provate osservando quei dipinti mi hanno trascinata in un vortice tra lo stupore ed il sublime, portandomi a voler condividere la mia esperienza con tutti voi. Ho amato il genio quasi incompreso di Modigliani e l'amore fin troppo intenso con Jeanne Hébuterne, ho amato i quadri duri e folli di Soutine, i paesaggi di Utrillo, l'imponenza di sua madre Suzanne Valadon, la delicatezza e i colori di Kikoine, l'atmosfera surreale ma allo stesso tempo realistica trasudata da ogni tela. Per un attimo ho sognato di passeggiare per la rue della città, nel mio bel costume d'epoca; di fermarmi in un Cafè ed ascoltare una delle discussioni intellettuali e filosofiche fra Zborowki, Netter, il nostro Amedeo, il suo fidato amico Chaim, Kisling, Apollinaire, Picasso e Kremegne. Di poter ridere, controbattere, approvare le loro idee sorseggiando un bicchierino, di potermi accostare al loro genio, alla loro mente illuminata.

La pazza, Soutine
Stravagante ma allo stesso tempo vittima di una vita crudele ed ingiusta: Soutine, un ragazzo dall'animo tormentato, fuggito dalla Russia, torturato, ebreo. I colori intensi, le linee vibranti, l'imponenza dei sentimenti, scaturiscono quasi facendo esplodere il cuore dello spettatore, mettendolo a dura prova. Alcolizzato, difficile, folle, avrà il coraggio di dipingere carcasse di animali, addirittura lasciandole lì nel suo studio per mesi e costringendo i suoi vicini a chiamare la polizia per l'odore nauseabondo. Inutile sottolineare come per Chaim fosse più importante l'arte di qualsiasi forma di igiene.
Individualista, spesso depresso ed insoddisfatto, riesce nonostante tutto ad ottenere successo, ma a dover fare i conti con crisi psicologiche che lo porteranno a distruggere numerose opere.
“La pazza” è così intenso da lasciare senza parole: basta uno sguardo per raccogliere la sofferenza e la disperazione di un uomo. L'anima eclettica e la frenetica ricerca di un qualcosa che non ha forma.
L'imponenza umana di fronte al vuoto dell'esistenza, alle non risposte.

Piazza della chiesa a Montmagny, Utrillo
Ebreo, messo a dura prova dalla vita (caratteristiche peculiari di tali artisti): Maurice Utrillo, figlio della
Nu se coiffant, Valadon
talentuosa Suzanne Valadon, cresce anch'egli alcolizzato e vittima delle crisi epilettiche che lo porteranno a vivere parte della sua vita nei manicomi. Il suo talento è coltivato dipingendo paesaggi di inestimabile bellezza. Nonostante la grande fama, la sua follia è costante. I tratti marcati dei quadri della madre risultano differenti da quelli di “Piazza della chiesa a Montmagny”, uno scorcio sulla vita quotidiana, così incantato e leggero da lasciar trasparire delicatezza ma allo stesso tempo misterioso, cupo e gravoso su una esistenza travagliata. Ritroviamo due esempi così diversi eppur legati fra loro: da un lato una modella divenuta pittrice e dall'altro un bambino solo cresciuto fra vino e sregolatezze. Suzanne arricchisce le sue tele grazie agli insegnamenti appresi da Renoir, Degas, Toulouse-Lautrec, è la prima donna ammessa alla Société Nationale des Beaux-Arts, l'unica maestra per Maurice, il quale sviluppa il suo immenso talento lavorando en plein air (all'aria aperta).



Estremo, commovente, unico, fu invece l'amore che legò Amedeo a Jeanne Hébuterne, bellissima giovane
Ritratto di Jeanne Hébuterne, Modigliani
donna, pittrice e modella. Il tragico finale della loro storia colpisce anche il più freddo dei cuori: morto a causa della meningite turbecolotica e all'alcool, Amedeo lascia Jeanne incinta di nove mesi e con una figlia piccola. Straziata dal dolore, la giovane, il giorno successivo, si lancerà dal balcone dell'abitazione dei genitori, uccidendo se stessa ed il piccolo in grembo.
Modigliani amava ritrarla in diverse posizioni, sottolineando sempre il volto stilizzato su collo affusolato, la sua nota distintiva oltre ai nudi dalle linee ondulate. La fama di Modì arrivò solo post mortem, ma Netter, Zborowski, aiutarono spesso il loro amico, procurandogli commissioni e vendendo le sue tele. L'arte non bastò a tenerlo in vita così a lungo da poter essere ricompensato dal suo successo.
La semplicità delle sue figure è contrapposta alla profondità del volto e degli occhi, persi nel vuoto, persi nella spirale dell'esistenza frenetica. La calma apparente è sindrome di instabilità, di disagio, della volontà di un ritorno alle origini. Veloce nel suo lavoro (si dice che completasse in ritratto in due o tre sedute), non lo ritoccava mai, eppure chi posava per lui sosteneva che Dedo gli spogliasse l'anima.
Il corpo è scarnificato, la vera essenza catturata dai colori. La pittura appare essenziale alla vista, ma così ricca al suo interno.
Elvire con collettino, Modigliani
Questi artisti maledetti sono legati dalla passione: la forza di voler parlare al mondo, di poter trasmettere sensazioni. Chi più ferocemente, chi più elegantemente, riescono a crearsi un posto fra i grandi, lasciandoci una testimonianza inestimabile, incomparabile. Immagini vive e parlanti. Immagini uniche.